DA UOMO A UOMO, DA UOMINI A UOMINI

Sono un uomo e vedo la violenza maschile intorno a me. Vedo, però, anche, il desiderio di cambiamento, di essere uomini differenti. Ho scelto di guardare in faccia questa violenza, di ascoltare questo desiderio. So che questo desiderio è una risorsa. Ci aiuta a liberarci dalla violenza. Di fronte alle storie di mariti che chiudono in casa le mogli o le ammazzano di botte, di fidanzati che uccidono per gelosia, di uomini che stuprano non penso: “Sono matti, ubriachi, malati. Non dico, delle donne: “Se la sono cercata. Oppure: “Io non c’entro”.
Penso e dico: “Tutto questo mi riguarda. Riguarda tutti noi, gli uomini”.
Quando il disprezzo per le donne, l’ostentazione del potere su di loro, le minacce contro i gay e lesbiche diventano modelli di virilità che guidano la vita, in ogni campo, capisco e sento che devo, che dobbiamo rispondere: come uomini innanzitutto e poi come cittadini. Credo che la violenza contro le donne sia il segno di paura e disprezzo che, spesso, gli uomini nutrono nei confronti della libertà di scegliere e di desiderare delle donne e di chi non è “maschio” o “vero uomo”. Penso che la violenza nasce dentro le nostre case. Penso che è opera di uomini di ogni ceto o cultura, italiani e non, che picchiano e uccidono le loro donne, le loro proprietà:  Penso che la libertà di essere chi si vuole, di amare chi si vuole è per tutti. O non è per nessuno.  Perciò voglio dire: a tutto ciò non ci sto più, non ci stiamo più.
Voglio, e vogliamo accettare i loro rifiuti, le loro scelte differenti da ciò che ci aspettiamo e desideriamo noi e per noi. Sento, e sentiamo, la necessità di un impegno contro la violenza che anima le nostre società, le nostre relazioni, per superarla, per liberarci da essa. Non ci basta più adottare “buone maniere” o usare un linguaggio “politicamente corretto”: non siamo né ci sentiamo “protettori” o “liberatori” delle donne. Sappiamo che il problema riguarda noi e noi dobbiamo imparare che la loro libertà e il loro desiderio in ogni ambito della vita non sono minacce ma opportunità e risorse vere, per vivere insieme una vita più libera e più ricca. Non ci basta più, allora, dire che siamo contro la violenza maschile sulle donne. Vogliamo dire e fare un’altra civiltà, fatta di relazioni differenti, di una diversa qualità di vita alla cui base ci sia la libertà. Senza paura e senza dominio. Molti uomini hanno finora vissuto questo cambiamento da soli. Hanno cercato modi nuovi di essere padre, relazioni più mature con la propria compagna, diversi modi di stare con gli altri uomini. Questa ricerca è rimasta spesso invisibile e muta. Oggi vogliamo dire, pubblicamente e con responsabilità, che il desiderio di cambiamento di migliaia di uomini è possibile e può diventare un progetto collettivo, visibile e capace di parlare ad altri uomini. È un fatto che, davvero, può condurci a realizzare una civiltà differente, di relazioni trai sessi libere dalla violenza.

Maschile Plurale – gruppo uomini Monza Brianza

Il Gruppo Uomini Monza-Brianza è nato nel 2009 per condividere esperienze, emozioni e riflessioni sui temi dell’identità maschile oggi, all’inizio del nuovo millennio. Il nostro intento è dichiarato: attraverso la riflessione e la pratica della relazione tra noi, con gli uomini e con le donne che incontriamo e con cui quotidianamente condividiamo la vita, vogliamo apprendere una nuova identità maschile, non-violenta, parziale, differente e plurale. La nostra intenzione è riposizionare il  significato di essere e fare gli uomini oggi, in un’epoca che va superando il patriarcato e il suo regime di relazione e potere, un sistema che ha teso e tende ancora a cancellare la differenza sessuale, l’identità, il valore e spesso la vita delle donne.



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