LODI VECCHIO, MOSTRA I VOLTI DELLE DONNE

Anche quest’anno alcuni artisti del nostro territorio hanno preso parte alla mostra d’arte contemporanea, che da sabato 15 novembre, giorno dell’inaugurazione, si è tenuta presso il conventino in via San Lorenzo 1, a Lodi Vecchio. Intitolata I volti delle Donne, a cura dell’associazione culturale I Ricci e dell’assessorato alla Cultura di Lodi Vecchio, la mostra ha riacceso i riflettori sulla tematica ancora troppo attuale della violenza sulle donne.
“Esiste una bugia molto pericolosa nella nostra società. Quella che l’odio si possa travestire da amore. Ma ecco, no. Quando l’amore diventa controllo è odio che cresce. Niente altro. L’Amore non chiede silenzio, non zittisce voci e soprattutto non lascia lividi. L’Amore non è paura. Quando lo fa ha soltanto un nome: Violenza. Fino a quando giustificheremo l’odio con la parola amore saremo tutti complici, e continuando a tacere, gli apriremo la porta. L’amore non ha mai ucciso. L’odio si.”
Questo il testo dell’autrice Alessia Paparozzi che ha accompagnato l’installazione di Valerio Brambilla, entrambi osnaghesi, intitolata Amore e Odio. 25 Novembre – ci riguarda tutte è invece l’opera dell’artista di Osnago Laura Beatrice Gerlini, che rappresenta un volto che appartiene a una donna qualsiasi, che si mostra nel suo femminile. Fatto di ascolto, silenzio che non è imposto, ma è riflessione, avvolta dalla luna che rappresenta l’intuito, mentre il triangolo d’oro ne custodisce la forza. Quest’opera nasce dall’incontro e dalla sensibilità di due donne, Paparozzi e Gerlini, che ha hanno scelto di trasformare il silenzio in immagini e pensiero. Due Situazioni distinte: un quadro, un testo attraverso cui ognuno, ha potuto vedere o ascoltare il proprio sentire.
Esposte anche le opere dell’artista Samuel Roa, di Ronco Briantino, che ha portato in mostra quattro disegni realizzati a matita e acrilici su carta intitolate Senza Titolo, Che titolo gli daresti? Un cuore nuovo infinito e Tears arcobaleno. Roa, nelle sue opere, ha rappresentato l’espressione interiore del mondo femminile, la ricerca d’identità, di emozioni e cuori liberati soprattutto di pianto con lacrime di colori che aprono alla speranza. La donna al centro della vita, è stato il suo contributo d’arte per la giornata contro la violenza sulle donne.
La mostra, che ha visto come curatrici Laura Curti e Monica Zucchelli, ha messo in risalto ancora una volta quanto sia importante e urgente trattare di questa tematica che nella nostra società riempie ancora troppo le cronache.

S.B.

    



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