LOMAGNA, AL VIA KENBE FEM 2026 PER SUOR LUISA

Venerdì 2 ottobre ha preso il via a Lomagna la terza edizione del Festival della fede Kenbe Fèm, l’appuntamento annuale ideato dalla comunità lomagnese per fare memoria di suor Luisa Dell’Orto, la piccola sorella del Vangelo tragicamente uccisa in missione ad Haiti il 25 giugno 2022.
Il Festival, che ha come titolo quest’anno Dalla Porziuncola alle periferie: Francesco e Luisa, la carità che profuma di Vangelo, si è aperto alle 18.30 presso l’oratorio con l’inaugurazione della mostra itinerante dedicata a San Francesco d’Assisi nell’800ario della morte, ideata e curata da don Giuseppe Corbari.
Presenti il parroco di Lomagna don Andrea Restelli, il sindaco Cristina Citterio, fra Claudy Denizé, sacerdote haitiano, ex studente di suor Luisa, e i parenti di suor Luisa.

Don Andrea ha spiegato la scelta del titolo della manifestazione. Kenbe fèm, è un’espressione in creolo haitiano che invita a tenere duro, è un motto di speranza, coraggio e resilienza utilizzato dagli haitiani per incoraggiarsi a non cedere alla disperazione e alle difficoltà. L’obiettivo è far dialogare il ricordo di suor Luisa con altre storie di dedizione e con le tante periferie, geografiche ed esistenziali, del mondo contemporaneo.
Il parroco, prima di passare la parola al sindaco Cristina Citterio, ha ringraziato i volontari della parrocchia e della cucina del GSO, i familiari di suor Luisa, le realtà coinvolte e sostenute in queste giornate di festival e il Comune di Lomagna.
Il primo cittadino ha voluto testimoniare in rappresentanza di tutti i cittadini «l’importanza del ricordo e dei valori che suor Luisa ha lasciato e che attraversano tante esperienze di bene che si moltiplicano e che è bene ricordare».
Successivamente don Andrea ha presentato fra Claudy e alcuni volontari della parrocchia hanno introdotto la tematica della mostra su San Francesco, con l’aiuto di un gruppo di preadolescenti della parrocchia che lo scorso anno pastorale hanno conosciuto, con i loro educatori, la figura del santo visitandone anche i luoghi.
Dopo il taglio del nastro per mano di don Claudy e di padre Giuseppe Dell’Orto, fratello di suor Luisa, la serata è proseguita con la cena a cura del GSO Lomagna.
Il primo evento della manifestazione è stata la tavola rotonda S. Francesco, dalla Porziuncola alle periferie con moderatore don Sergio Massironi, teologo presso la segreteria del Vaticano. Ripartendo dalle periferie esistenziali di cui parlava Papa Francesco, ognuno dei relatori è stato invitato a descrivere quali pezzi di realtà, quali periferie, luoghi geografici e condizioni umane ed esistenziali, ha visto e incontrato nel proprio ministero.
Fra Marcello Longhi, direttore dell’Opera San Francesco, ha descritto la realtà della mensa di corso Concordia a Milano, con 1350 volontari attivi per offrire quotidianamente pasti a chi si trova in condizione di disagio, descrivendone la variegata utenza, accomunata dalla solitudine, da problemi di casa, lavoro e relazioni, dallo sguardo sospettoso e disprezzante dei ricchi e dal fatto di trovare nella mensa e nel poliambulatorio ambienti amichevoli e persone che guardano a loro con cura.
Fra Claudy Denizé ha descritto i volti segnati dalla povertà, dalla violenza e dalla mancanza di opportunità nella capitale haitiana Port-au-Prince, ricordando le esperienze svolte con i frati in un orfanotrofio ad Haiti e in un centro di cura per malati di HIV in Guatemala. Fra Giorgio Bertin, vescovo emerito a Mogadiscio e Gibuti, ha ripercorso quarantotto anni di missione nel Corno d’Africa. Fra Adriano Contran, vicecommissario di Terra Santa ha portato la voce dei francescani in Terra Santa e in Medio Oriente, evidenziando il loro impegno educativo tra le diverse confessioni religiose e l’assistenza ai profughi a Rodi.

V.S.

 

 



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