LOMAGNA, TERZA GIORNATA DEL FESTIVAL KENBE FÈM 2026

La terza e ultima giornata della terza edizione del Festival Kenbe Fèm di Lomagna in memoria di suor Luisa Dell’Orto è iniziata nella mattinata di domenica 4 ottobre presso la chiesa parrocchiale con la Messa delle 10.30, presieduta da monsignor Christian Carlassare, vescovo in Sud Sudan, al quale al termine della celebrazione è stato consegnato dal parroco don Andrea Restelli il Premio Kenbe Fèm in memoria di suor Luisa Dell’Orto.
Durante l’omelia riprendendo la frase evangelica “siamo servi inutili e abbiamo fatto quanto dovevamo fare”, ha sottolineato come tutti vorremmo sentirci utili e che gli altri ci dicessero questo in famiglia, sul lavoro, nella società, mentre Gesù sottolinea come ognuno abbia una propria missione da compiere senza un tornaconto ma perché è un bene comune. Ha raccontato poi di come anche lui si è trovato ad essere servo nelle diverse esperienze in Sud Sudan, dapprima come vicario parrocchiale e poi parroco in alcune comunità nello stato di Jonglei, successivamente nominato vice provinciale in Sudan del Sud per la sua congregazione e poi vicario generale della diocesi di Malakal. Nel marzo del 2021 papa Francesco lo ha nominato vescovo di Rumbek e al momento della sua elezione è risultato essere il più giovane vescovo cattolico italiano. Un mese circa dopo la nomina, ancor prima della sua ordinazione episcopale nella cattedrale, è stato gambizzato da due uomini armati nella sua canonica. Nel 2024 papa Francesco lo ha nominato primo vescovo di Bentiu. In queste esperienze ha reimparato la fede dalla gente tramite la vita vissuta, chiamato di più al fare a livello qualitativo che quantitativo e a vivere la relazione con gli altri valorizzando i doni ricevuti.

Alle 15.30, nella sala della comunità si è tenuto il dialogo, moderato da don Sergio Massironi, dal titolo Periferie d’Italia, periferie del mondo, al quale hanno partecipato monsignor Carlassare e Cristina Viganò, presidente della Casa della Carità Angelo Abriani, con interventi musicali di una formazione ridotta del Coro Massawe dei Missionari della Consolata.
Monsignor Carlassare ha raccontato come ci sia bisogno di missionari, di persone che portino il Vangelo ovunque. In Africa l’evangelizzazione è tenere in contatto con la Parola di Dio e la Chiesa e umanizzare, importante perché si sta perdendo umanità ad ogni latitudine nella società moderna. «L’Africa è molto di più di fame, guerra, malattie, migrazione. Spesso le guerre sono date dal voler sfruttare dall’esterno le risorse naturali, dimenticando le vere ricchezze del continente, ovvero le persone».
Il vescovo ha poi svolto un excursus della situazione socio-politica e climatica del paese dal suo arrivo nel 2005 in avanti. Ha raccontato il paese ferito, la gente ferita, così come anche lui è stato fisicamente ferito nell’attentato, ma anche persone capaci di aiutarlo, sostenerlo, ospitarlo, proteggerlo.
Cristina Viganò ha invece raccontato la realtà della Casa della Carità Angelo Albriani di Milano, voluta nel 2002 dall’allora cardinal Carlo Maria Martini. Comprende servizi residenziali e diurni e servizi sul territorio. Nel 2025 sono state aiutate 6386 persone di cui 481 ospitate, 4371 per i servizi diurni, 1673 seguite sul territorio. La maggioranza delle persone è straniera perché non ha una rete e le maggiori povertà sono abitative, culturali, legate ad alcuni lavori poveri, a servizi sociali oberati, all’accompagnamento di persone anziane, all’ottenimento di una residenza. «La Casa permette di raccontare diversamente la città, dal punto di vista di chi normalmente non viene visto».
In chiusura del dialogo, ultimo evento di questa terza edizione del Festival, il parroco ha ringraziato tutti i volontari, le realtà e i relatori intervenuti nelle diverse giornate, i familiari di suor Luisa, il comune di Lomagna, gli Alpini, le Acli e gli sponsors per il sostegno.

V.S.



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Tutti i diritti riservati