MERATE, L’ESORDIO DI LINO SIRONI IN LIBRERIA

La noia da pensione non esiste per Lino Sironi le cui giornate sono dense di molteplici interessi. Come se non bastasse suonare basso, batteria e la chitarra durante la Messa domenicale o recitare in due compagnie teatrali amatoriali (Quei de Nuà di Novate e L’Officina dei Sogni di Merate), eccolo ora in libreria con il suo romanzo d’esordio il Pentagramma insanguinato, edito da Porto Seguro.
Nato a Cernusco, dove risiede ancora la sua mamma, Lino vive a Merate con la moglie e i due figli, ma ogni giorno va avanti e indietro tra i due paesi con la sua inseparabile bicicletta.
Per anni responsabile commerciale di una ditta privata, dove ha maturato la pensione, collaboratore di Abe una radio privata di Bernareggio, altre collaborazioni con giornali del territorio come redattore sportivo, attualmente è addetto stampa di una società di calcio a cinque. Nonostante giornate super impegnate, Lino ha voluto dar seguito all’altra sua grande passione, la scrittura e soprattutto quella per i thriller.

Da quanto scrivi e come è nata la tua passione per i thriller?
A diciotto anni ho iniziato a scrivere canzoni e col tempo da alcuni testi ho preso spunto per scrivere libri. Mi sono avvicinato e appassionato al genere thriller dal momento in cui ho cominciato a leggere i libri di Stephen King. Penso che il thriller resti il genere letterario che preferisco, ultimamente ho voluto cimentarmi in qualcosa di diverso e sono impegnato su due fronti: una vicenda che descrive un’impresa alpinistica ambientata sulle Ande argentine e la storia di Disma che, secondo i vangeli apocrifi, è il nome del ladrone buono che è stato perdonato da Gesù mentre erano entrambi crocifissi.

Il Pentragramma Insanguinato come è nato?
L’incipit l’ho estrapolato da un testo di una mia canzone, il resto della storia l’ho sviluppato attingendo a idee e spunti che regolarmente codifico in una cartella del Pc.

Perchè l’ambientazione in Toscana?
Ambiento ogni mio libro in località cui sono legato per svariati motivi. Per il Pentagramma insanguinato ho scelto Siena perchè si corre il famoso Palio e io da ragazzo in vacanza in Toscana con i miei amici ho conosciuto coetanei di Siena, contradaioli che mi hanno trasmesso la loro passione per il Palio. Così sono diventato tifoso, come loro, della contrada della Civetta e ho voluto  rendere omaggio a questa giostra medioevale famosa in tutto il mondo.

Puoi raccontarci qualcosa del tuo libro senza entrare troppo nella storia?
Siamo a Siena in un’afosa giornata di fine luglio quando viene ritrovato il cadavere di un uomo ucciso con un colpo di pistola alla testa. Da questa morte inattesa e imprevedibile si svilupperà un’indagine che via via assumerà contorni sempre più sfuocati. A rendere l’indagine ancora più oscura sarà la presenza di un foglietto, trovato accanto al cadavere con sopra disegnato un pentagramma e delle note ben precise. Una storia violenta e straziante si cela dietro i misteri del libro, un giallo che spinge a domandarci cosa siamo disposti a fare per difendere e ricordare le persone che amiamo.

A chi ti sei ispirato per i tuoi personaggi?
I fatti di cronaca sono una fonte di ispirazione molto preziosa

Soddisfatto della recente pubblicazione?
Ho pubblicato il libro con Porto Seguro perchè mi è piaciuto subito l’approccio: è un gruppo editoriale nato da poco, dove lavora un team di persone giovani e dinamiche.  Dall’approvazione del manoscritto mi hanno subito messo a disposizione un editor e la prima idea di copertina che mi hanno proposto si è rivelata indovinata. Inoltre ho già partecipato a uno speed date a Milano dove ho presentato il mio lavoro.

Per scoprire il mistero del libro non resta che leggerlo senza interruzione fino alla fine.

S.F.



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