MILANO, LA MESSA DEL VESCOVO DELPINI DAL DUOMO

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L’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha celebrato domenica 29 marzo la Messa domenicale dal Duomo di Milano in diretta sul canale 195.
«Porto con me all’altare del Signore le immagini degli ospedali, dei cimiteri, della fede di chi è solo e di chi è costretto a vivere in un piccolo spazio» ha introdotto l’Arcivescovo.
Nella quinta domenica di quaresima ha commentato il Vangelo di Giovanni “di Lazzaro”, con un invito carico di intensità per giovani e meno giovani.
«Gesù amava molto Lazzaro e le sue sorelle. Una volta aveva portato loro in dono dei semi speciali di cura e attenzione. “Vedrete che fiori straordinari verranno!” Dunque loro li avevano messi in vasi ben preparati con la buona terra; li avevano messi in un locale, quello più riparato dal vento gelido del Nord e dal vento cocente del Sud; li curavano con ogni cura ma restavano senza risultati. Marta  ogni giorno se ne prendeva cura, cercava di tenere i vasi liberi dagli insetti e da ogni curiosità e teneva lontano anche il gatto; cominciava a lamentarsi: “con tutto quello che faccio non si vede spuntare niente”– ha spiegato l’Arcivescovo durante l’omelia – Nonostante tutte le cure di Marta i semi restavano come morti e Maria ogni giorno faceva visita a questa stanza e la osservava; poi cominciava a fare delle prediche, a rimproverare, a incoraggiarli: “Forza, non dovete aver paura, germogliate e proteggiamo noi da ogni pericolo; non dovete essere pigri… Adesso è ora di svegliarvi. Insomma, siete proprio disobbedienti: è vostro dovere produrre qualcosa, ma voi siete davvero antipatici, con tutto quello che facciamo per voi…”. Nonostante tutte le prediche di Maria i semi restavano come morti. Lazzaro ogni giorno dava uno sguardo a questa stanza protetta da ogni minaccia; lui non diceva neanche una parola, ma era molto impensierito e si domandava: “Ma non avranno preso per caso qualche malattia? Forse i vasi non sono adatti o forse sono eccessive le cure di Marta o le prediche di Maria?” Ma pur con tutti i pensieri di Lazzaro i semi restavano come morti. Dopo un po’, Gesù tornò a visitare gli amici di Betania e domandò: “I semi hanno dato i fiori? Avete visto che fiori!? Ma gli amici, un po’ imbarazzati, un po’ arrabbiati, dissero: Altro che fiori! non s’è visto neanche un germoglio, sono rimasti come morti; eppure li abbiamo custoditi con ogni premura e Gesù domandò dove li avevano messi; Gesù, entrato nella sala tutta riparata rimase meravigliato perchè li avevano collocati in cantina anzichè al sole, dove i semi fioriscono. Allora portarono i vasi sul terrazzo della casa. Dopo qualche giorno, infatti, erano fioriti i fiori più straordinari tanto che… cantavano;  cantavano con una dolcezza, con intensità che dovunque giungesse il loro canto germogliava la gioia. Cantavano con una tale delicatezza che i bambini sorridevano nel sonno e i nonni sentivano la compagnia degli angeli. Cantavano con tale forza che gli scoraggiati e i disperati sentivano rinascere la voglia di sorridere. Colorovano la terra e dappertutto seminavano bellezza. Erano fiori che profumavano, che facevano venire voglia di ritrovarsi e fare festa. La storia insegna che, per far sbocciare i fiori speciali che Gesù ha seminato nella nostra vita, bisogna esporli al sole, non al sole del parco o del campo dell’oratorio dove adesso non si può andare. Non è questo il sole che fa germogliare i semi speciali di Gesù; per questo voglio raccomandare a tutti, specialmente ai giovani, di cercare Gesù, la vera luce del mondo; entrate nel fuoco ardente dell’amore che viene da Dio e sbocciate. A tutti i giovani e a quelli che si sentono giovani dentro, voglio ripetere quello che ha gridato Gesù: “Vieni fuori, cerca il sole, cerca il signore!”. A tutti i ragazzi e giovani ripeto il comando di Gesù che papa Francesco ha scelto come titolo per la giornata mondiale della gioventù: Giovane, dico a te, alzati! – conclude – Siate allora fiori che cantano, irradiate la gioia perchè il mondo sta morendo di tristezza, cantate lieti canzoni,  Siate fiori che colorano la terra, svegliate la bellezza assopita sotto la coltre del grigiore, fate risplendere il bello che c’è in ognuno di noi. Diffondete il buon profumo di Cristo che rende desiderabile il sedersi a mensa con vera amicizia. Irradiate la gioia, svegliate la bellezza, diffondete profumo di pane e amicizia».
Durante il momento dell’Eucarestia è stata recitata la preghiera “Comunione spirituale”.
Al termine della celebrazione Delpini ha comunicato i prossimi appuntamenti:
«Ho introdotto in vista della Settimana Santa le indicazioni con il mio pensiero. Martedì 31 marzo celebreremo la via Crucis qui in Duomo e sarà accessibile alle 21 in tv; così  venerdì 13 aprile la celebrazione sempre su canale 195 alle 21.  In questi giorni – aggiunge il Cardinale – sono andato al Policlinico, sono andato nei cimiteri per diffondere la benedizione, perché nessuno muoia senza essere benedetto, perché tutti coloro che lavorano, e non,  sentano la vicinanza della chiesa e la benedizione del Signore che li raggiunge. Desidero che  giunga in tutte le case e che sia motivo di incoraggiamento e di consolazione per tutti, soprattutto per chi è solo. Ecco fiorite, cantate, date bellezza, diffondete il buon profumo dell’amicizia e della solidarietà!»

D.V.



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