L’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha celebrato domenica 12 aprile la Messa domenicale dal Duomo di Milano in diretta sul canale 195 e Telenova.
Nella domenica di Pasqua ha presentato un racconto tra le tenebre e la luce.
«Bambini, adolescenti, adulti e nonni tutti sono spaventati dal paese delle tenebre: chiedono aiuto l’un l’altro, ma difficilmente trovano pace per le loro angosce – ha detto l’Arcivescovo – In questo paese da sempre si aspettava l’alba del nuovo giorno, ma il sole non è più sorto, diventando il paese dell’oblio, del grigio. Non ci sono più i giorni, non si raccontano storie, le parole sono finite; non si comunica volentieri, anche alla televisione: solo tenebre e rumore. C’era un’attesa però: sarebbe tornato il sole, lo si aspettava per festeggiare insieme. Grande agitazione e attesa c’erano tra le persone. Accadde, infatti, una cosa straordinaria: nel paese delle tenebre si fece luce, musica festosa e i colori erano arrivati, senza però che il sole sorgesse. Gli abitanti, incuriositi, si chiesero il motivo di questa luce: non veniva dal sole, ma da dentro le loro anime. La Pasqua di Resurrezione ha portato questa luce che fa fiorire i fiori, colorare il paese; accarezza i volti, i sorrisi, dando vita a parole nuove. Uno sguardo nuovo ha cambiato il mondo e si può scrivere una storia nuova. Ragazzi, bambini, nei prossimi giorni disegnate quindi il paese abitato dai figli della luce di Pasqua, che si è accesa oggi dentro ciascuno di noi».
Al termine l’Arcivescovo della chiesa milanese per facoltà ottenuta da sua Santità papa Francesco ha inpartito la benedizione papale e l’indulgenza plenaria; prima ha voluto condividere un ultimo pensiero.
«In queste settimane siamo stati travolti da un’alluvione di parole che non accenna a finire e forse anch’io ci ho messo la mia parte, però adesso non voglio più dire parole, se non invocare la benedizione del Signore che entri in tutte le case laddove essere chiusi in casa è più noioso e più irritante. Ecco arrivi la benedizione di Pasqua come un dono della gioia per la presenza di Gesù, arrivi la benedizione di Pasqua come una gioia che diventi un ritmo, non solo un’emozione di un istante; un ritmo vuol dire un orario della giornata fatto di momenti che danno gioia, dal pregare allo stare al telefono. Un ritmo per la gioia di ogni giorno arrivi in tutte le case con la benedizione di Pasqua e voglio che la benedizione di Pasqua arrivi anche in quelle situazioni in cui, anche volendo e anche permettendo le autorità, non si può uscire di casa – ha concluso Delpini – Per esempio per chi non ha casa e quindi non ha un luogo dove rimanere chiuso; per esempio per chi è malato e ricoverato, per chi è in carcere; per tutti coloro che sono costretti anche da altri motivi a non uscire di casa, per tutti, arrivi la benedizione del Signore e porti la sua gioia».
D.V.




