Sono finora 160 le firme scritte e circa 500 con petizione online quelle raccolte a Montevecchia e con le quali una parte dei cittadini sta manifestando la propria opposizione per la realizzazione dell’Anfiteatro naturale che sorgerà nell’area del Fontanile.
«L’incontro non ha alcuno scopo politico ma si affronta una questione di interesse. Ai presenti si raccomanda di non fare interventi di natura politica… Lo scopo è quello di condividere informazioni e formulare proposte concrete su come procedere».
E’ con questa breve introduzione che nella serata di venerdì 30 gennaio si è aperto l’incontro in Sala civica a Montevecchia che ha visto riuniti per la seconda volta gli abitanti del Colle, dopo l’incontro tenutosi una settimana fa fuori dalla Casetta.
Sono stati presentati gli atti regolarmente richiesti al Comune ed elencati tutti i passaggi che hanno determinato l’evoluzione del progetto vero e proprio presentato poi dall’Amministrazione comunale in Assemblea pubblica a novembre.
Sono le tempistiche a creare molti dubbi ai cittadini. Dalla Delibera di Giunta del 5 giugno con l’Atto amministrativo di indirizzo che cita ”riqualificazione di porzione di area verde di parco urbano di via del Fontanile”, alla manifestazione d’interesse del 17 presentata dalla Greenway 2025 che fa parte della ditta Valsecchi di Osnago. Il 22 ottobre viene approvata la convenzione e il progetto esecutivo, la firma della convenzione avviene il 27 tra il sindaco e la ditta Greenway, il documento dell’autorizzazione paesaggistica porta la data del 29 e il 4 novembre avviene il rilascio del permesso di costruire e la conseguente Assemblea pubblica. Al verbale della consegna dell’area del 19 dicembre, segue il 9 gennaio la dichiarazione di utilizzo delle terre di Olgiate, il 17 l’analisi delle stesse e il 22 la comunicazione di inizio dei lavori.
Letto il progetto, crea perplessità la durata di un anno dei lavori e la movimentazione di 8mila metri cubi di terra che corrisponderebbero a una circolazione di 700 camion per il relativo trasporto.
Sono state molte le criticità esposte dai cittadini focalizzate sulle tempistiche veloci del progetto che crea il dubbio che possa prevalere l’interesse privato a quello pubblico. Spaventa la movimentazione dei camion che comporterebbe problemi per l’uscita degli alunni, per la disponibilità dei parcheggi e la certezza di un danno ecologico. Paura per un dissesto idrogeologico, ma anche il dubbio che non sia un’opera indispensabile avendo già un’area come il Butto e pensando a lavori molto più urgenti come la sistemazione del terreno dietro La Casetta, il parcheggio Maggioni, la sistemazione delle strade…
E’ giunta poi la domanda più urgente di cosa si possa fare per impedire la realizzazione avendo la convinzione che non ci sia la voglia di ascoltare da parte dell’Amministrazione ma solo di procedere diritti verso l’obbiettivo.
Valutata anche la possibilità di ricorrere a un avvocato, i cittadini costituiranno un Comitato che avrà il compito di tenere le fila della situazione, di informare e aggiornare su possibili evoluzioni. Si presenterà in Comune all’incontro che si terrà venerdì 6 febbraio alle 10 per parlare con l’Amministrazione comunale.
M.C.

