MONTEVECCHIA, IN PALESTRA IL CORSO DI AUTODIFESA

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Amministrazione comunale di Montevecchia con le quote rosa ha organizzato per il secondo anno consecutivo un corso di difesa personale presso la palestra di via del Fontanile. La risposta non si è fatta attendere e sono state una ventina le donne di Montevecchia e dei paesi limitrofi che hanno deciso di partecipare all’incontro nella mattinata di sabato 29 novembre.

E’ stata la vicesindaco Francesca Colombo a introdurre l’evento, ringraziando innanzitutto per la partecipazione numerosa, e presentando le persone che hanno tenuto l’incontro, Lorenzo Gentile e Giuseppe Liotta. Gentile, in polizia locale dal 2006 pratica judo dal 1991 e dal 2000 è Istruttore tecnico del Metodo Globale di Autodifesa (MGA – sistema integrato che combina le migliori tecniche di diverse arti marziali per offrire una difesa personale pratica, proporzionata e consapevole, ponendo l’accento sulla sicurezza e l’integrità fisica. Creato in Italia per la Polizia di Stato poi portato in ambito civile). E’ istruttore di tecniche operative per Polis ente di formazione per la Polizia locale di Regione Lombardia dal 2014, dal 2022 è docente per la sede formativa di Bergamo dell’addestramento all’uso di strumenti di autotutela, spray e bastone estensibile. Tiene inoltre da due mesi a Montevecchia un corso di difesa per gli agenti di Polizia locale. Liotta invece è un sottotenente dell’Esercito italiano, tecnico e cintura nera di arti marziali.
“La miglior difesa personale è la prevenzione” è stato il messaggio di entrambi rivolto alle donne, con l’invito a visionare l’ambiente circostante in cui ci si trova e prevenire gli eventi non isolandosi, non frequentando strade buie o deserte. Altri piccoli ma fondamentali accorgimenti indicati dagli istruttori del corso sono stati quelli di non portare mai due auricolari ma uno, di non stare al telefono per avere una migliore percezione di chi abbiamo intorno; la borsa deve essere portata sempre sulla spalla e verso il muro, lo zaino portato avanti. Vivendo in un momento storico complesso dove la gente ha paura, la parola “aiuto” porta le persone a non intervenire percependo un pericolo, “al fuoco” invece induce le persone ad accorrere per vedere cosa succede. Fondamentale in caso si assista a una situazione di pericolo per altri chiamare immediatamente la Polizia. Dopo la parte teorica, che ha suscitato qualche domanda da parte delle partecipanti,  è stata la volta della parte pratica con le dimostrazioni di diverse mosse che si possono compiere in caso di aggressione, non con la pretesa di opporre forza che non servirebbe, ma per sfuggire al pericolo, movimenti che sono stati ripetuti dalle donne sotto la visione degli istruttori fino alla conclusione del corso.

M.C.

 



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