In occasione del 76esimo anniversario della Liberazione dell’Italia domenica 25 aprile, dopo la messa celebrata dal parroco don Fabio Biancaniello, le autorità civili si sono recate al monumento ai Caduti in via Belvedere nei pressi del Cimitero.
Per il secondo anno consecutivo la popolazione non ha potuto partecipare, e la commemorazione si è svolta in forma ridotta per l’emergenza sanitaria in corso, alla presenza del sindaco Franco Carminati, del vicesindaco Edoardo Sala, dell’assessore all’Ambiente Elisabetta Bosetto e del parroco.
«Quest’anno il 25 aprile si apre in una situazione di tale problematicità – ha esordito il primo cittadino – che è facile spiegare perché è importante questa ricorrenza, abbiamo davanti una battaglia davvero molto complessa che stiamo conducendo tutti insieme e non durerà poco».
La parola è passata all’assessore Bosetto che ha voluto iniziare con una frase di Marco Giunio Bruto, uno degli uccisori di Giulio Cesare. “E’ meglio in verità non comandare nessuno che servire qualcuno, perché senza comandare è concesso vivere onestamente, in servitù non c’è possibilità di vivere”.
«Non siamo obbligati a fare la guerra – ha continuato l’assessore – siamo uomini liberi, ora noi siamo eroi di un’altra epoca dove è stata tolta la libertà».
Il pensiero è andato ai partigiani che hanno lottato per la libertà, hanno fatto rumore per salvarci, immaginando quanto avessero paura ma quanto potessero essere sereni ascoltando la musica.
«Fermiamoci ad ascoltare la musica, facciamo meno rumore, diciamo meno parole» è stato l’invito della Bosetto che per qualche minuto ha fatto poi ascoltare l’opera Le contes d’Hoffmann di Jann Offenbach al termine della quale un applauso ha concluso la cerimonia.
M.C.





