Giunto l’autunno e con esso la raccolta delle castagne, il Parco di Montevecchia si prepara ad accogliere gli appassionati che approfittano anche per trascorrere qualche ora tra le meraviglie che la natura offre.
L’Ente Parco per l’occasione ha lanciato un appello sulla sua pagina Facebook venerdì 23 settembre indirizzando i cercatori di castagne a una rispettosa fruizione del Parco e indicando anche i disagi che allo stesso possono arrecare. “Il grande afflusso è fonte di un grande disturbo, per l’ambiente e per i residenti. Il congestionamento del traffico e la carenza di posti per la sosta delle auto può essere causa di forte disagio anche per i visitatori… Nei boschi del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone i castagni sono presenti in modo diffuso, ma solo in alcune aree vegetano piante in grado di produrre frutti interessanti per la raccolta.
Si tratta inoltre sempre di aree di proprietà privata: i frutti, anche se caduti al suolo, appartengono al proprietario del bosco. Si può ora facilmente comprendere che i boschi del Parco, non sono affatto luoghi ideali per la raccolta delle castagne, nonostante la nomea erroneamente diffusa anche da alcuni siti e riviste. A chi voglia comunque venire in questi luoghi a cercare le castagne si raccomanda di limitarsi alla raccolta di quelle presenti sui sentieri. Si rammenta altresì di rispettare e non aprire i recinti destinati al pascolo degli animali e di tenere sempre i cani al guinzaglio”.
Non è mancato il consiglio di andare altrove per una maggiore raccolta. “Per raccolte più soddisfacenti si consigliano invece i boschi più a nord, come ad esempio quelli presenti sul Monte di Brianza, o meglio ancora, nell’alto lago di Como e in Valtellina”.
M.C.

