Parole e immagini per un’immersione completa nella natura incontaminata e nei paesaggi più spettacolari e remoti dell’Argentina del Nord con Riccardo Agretti, nella serata di mercoledì 28 gennaio alla Casetta Bis di Montevecchia.
L’evento, organizzato da ProMontevecchia con il patrocinio del Comune, ha visto una sala gremita con un pubblico che ha seguito con interesse e meraviglia la serata introdotta da Luisa Pradella socia di ProLoco che ha ringraziato Agretti e i presenti intervenuti numerosi.
Se lo scorso anno il viaggio illustrato aveva riguardato la Patagonia, l’Argentina del Nord è stata la protagonista della serata. Un viaggio di quaranta giorni di Agretti con la compagna Marina, preparato nei minimi dettagli in completa autonomia, macinando migliaia di km e per molti tratti in completa solitudine, con il fuoristrada, soli a contatto con le meraviglie del paesaggio circostante e ad altitudini elevate. Il percorso narrativo si è snodato tra tre tappe fondamentali introdotte da filmati, fotografie e racconti.
La parte più corposa ha riguardato La Puna con gli altipiani del Nord Ovest argentino le cui immagini sono state introdotte da un video con la canzone Oceano di Silenzio di Franco Battiato. Il racconto del viaggio parte dalla città di Salta con il Museo Archeologico di Alta Montagna dove sono esposti al pubblico i resti di tre giovani Inca mummificati che sono stati sacrificati con un rito capacocha, una cerimonia Inca. Dal Cerro dei 14 colori, una montagna dalle numerose sfumature di colore che variano a seconda dell’illuminazione, al Deserto del Labirinto con le spettacolari formazioni argillose e cristalli di gesso, a Tolar Grande città mineraria con 250 abitanti, alla Laguna Santa Maria famosa per i fenicotteri che nidificano e laghetti in mezzo alle saline. Proseguendo poi con il Cono da Rita considerata la montagna sacra che piange, Salar di Antofalla un enorme deserto di sale, la Laguna verde di Antofalla, il massiccio roccioso de El Penon, il Campo di Pietra pomice, la Laguna grande con fenicotteri, nandù e vigogna e la città di Cafayate famosa per la produzione dei vini. Non è mancato il contatto con le persone del posto che, come ha raccontato Agretti, sono sempre state molto disponibili, ospitali e sempre con il sorriso sulle labbra.
La seconda tappa del viaggio ha riguardato il Parco nazionale dell’Iguazù con la maestosità delle cascate e Patrimonio dell’Umanità composte da 275 cascate separate che si estendono per 2,7 km con una caduta da 80 mt. Non è mancata la citazione e il video del film Mission dove la scena principale avviene proprio in questa zona, e il riferimento al popolo Guaranì, con una storia antica e tormentata.
Esteros del Iberà è stata la terza tappa, un’area naturale protetta caratterizzata da una grande varietà di flora e fauna e seconda zona più umida al mondo. Le fotografie, grazie alla bravura di Agretti, rendono davvero l’idea di quanto questi posti siano dei veri e propri paradisi, dove la natura emerge in tutto il suo essere suscitando negli occhi di chi guarda vere e proprie emozioni.
Il momento conclusivo è stato un vero e proprio dialogo con il pubblico presente, dove si sono svelate curiosità e aneddoti del viaggio. A chi ha chiesto se per fare questo genere di viaggio ci voglia un po’ di incoscienza, Agretti sorridendo non ha avuto dubbi nell’affermarlo.
M.C.























