Giovedì 26 febbraio nella suggestiva cornice del ristorante Il Passone di Montevecchia, si è tenuta la serata di apertura dell’anno sociale 2026/27 per il Soroptimist club di Merate con la cerimonia del Passaggio della campana, ovvero il “cambio della guardia” alla presidenza del club; Maria Grazia Corti lascia il timone in mano a Anna Enrica Colombo, già presidente nel biennio 2011/13.
Presenti alla cerimonia, accanto a loro, Patrizia Salmoiraghi, amica del club e presidente nazionale dal 2107 al 2019, Paola Pizzaferri, che ha ricoperto negli ultimi otto anni incarichi nazionali come Vicepresidente e Programme Director, il sindaco di Merate Mattia Salvioni con il vicesindaco Valeria Marinari e il vicesindaco di Robbiate Antonella Cagliani.
Il passaggio di consegne, già avvenuto a inizio mese, è stato emozionante con le parole di congedo da parte della Corti nel cui biennio è stato possibile sostenere diversi progetti al femminile e idee, sul territorio ma anche all’estero in particolare in Afghanistan.
Emozionata anche la neo presidente Colombo ha ricordato gli anni trascorsi con le socie Soroptimist, le preziose collaborazioni con diverse associazioni, enti e realtà del territorio come L’altra metà del Cielo, Telefono donna Lecco, Cav Merate, I bagai di binari con Dentro&Fuori, Faresalute, Gli amici di San Francesco, Innerwheel, Ale G., con la ferma intenzione di proseguire quanto intrapreso negli ultimi anni dal club.
Dopo lo scambio di doni e i ringraziamenti e la foto di gruppo delle socie meratesi, il suono della campana ha sancito la chiusura della serata con uno sguardo proiettato al futuro, a nuovi progetti dove la figura della donna è sempre protagonista.
Ad allietare la serata l’accompagnamento musicale delle giovanissime promesse del Quartetto Narciso della Scuola di Musica San Francesco di Merate Matilde Oldani, Matilde Cozza, Celeste Garavaglia ed Emma Campana con il maestro Alberto Longhi.
Prossimo appuntamento per il 7 e 8 marzo Bulbi in fiore a Osnago e Cernusco a favore della formazione al lavoro come cuoche di dieci donne detenute a Bollate.
R.M.












