Montevecchia piange Giovanni Sironi (nella foto), per tutti Giovannino, Giuanèn Pasticceer, mezzo pasticciere e mezzo ballerino. Storico volto del Colle, è morto nella notte del 9 settembre all’età di 94 anni.
Giovannino era un personaggio che tutti conoscevano. Nato l’8 aprile del 1932 a Montanè, frazione di Montevecchia vicino all’attuale chiesa, quando Cernusco e Montevecchia erano ancora uniti, in una famiglia numerosa di contadini con nove figli e l’amatissima nonnina Anna Motta, originaria di Monticello.
Sarà proprio lei, ribattezzata enciclopedia dall’allora cardinale Montini, futuro Papa, per la sua conoscenza della storia della chiesa e che aveva incontrato anche re Umberto I in visita a Montevecchia quando soggiornava a Monza, a trasmettergli la passione per il canto e l’armonia. Giovannino aveva infatti cantato a lungo nella corale parrocchiale e anche con Bruno e Adelio Cogliati, ottenendo il secondo posto a Mandello del Lario al concorso Microfono dei dilettanti.
Erano i tempi della guerra, ricordava, quando vestito da balilla andava a fare ginnastica in piazza a Cernusco. Tempi di miseria, con l’aiuto del patronato scolastico. La sua vera grande passione però era stata la pasticceria. Grazie al cugino Gabriele Sironi trovò il primo posto a Milano. Si alzava alle 6 per prendere il treno e andare a Milano, perchè bisognava rubare il mestiere. Negli anni ’60 lavorò a Mandello del Lario, realizzando torte per cerimonie, poi a Valgreghentino, dove con il socio Luciano Panzeri aprì il laboratorio con rivendita Gusta. Sua specialità boeri, praline e tavolette di cioccolato, del socio i lievitati.
Ogni settimana serviva tutta la Brianza, dall’Albergo Nuovo in piazzetta a Montevecchia al ristorante Il Passone, dal Caffè della Stazione alla Cooperativa in piazza San Giovanni a Cernusco. Con riconoscimenti importanti a Montecatini e persino a Londra per la genuinità dei prodotti.
Per la Moto Guzzi aveva realizzato torte in pasta di mandorle in occasione delle vittorie mondiali. Dopo più di 50 anni di carriera aveva smesso alla morte del socio, riconsegnando la licenza in Comune, ma aveva continuato a fare dolci per soddisfazione personale.
Uomo d’altri tempi, elegante e gentile, era rimasto scapolo. «Non ho voluto imbrogliare nessuna ragazza» ci aveva rivelato sorridendo.
Vedeva Montevecchia cambiare, dalle strade sterrate alla crescita con il sindaco Eugenio Mascheroni, quando in paese i montevecchini erano quasi tutti contadini e c’era una sola piccola industria di plastica davanti al cimitero.
Amava ricordare figure come il professor Giovanni Cattaneo con il suo motto “Non abbattetevi proprio perché felicemente invecchia chi beve il vino di Montevecchia” e Amabile Maggioni con i suoi formaggini.
L’impresa più difficile era rintracciarlo, nel tardo pomeriggio al solito bar, a bordo della sua Seat, tra i saluti uno a uno ai soci. «Mi ritengo una persona molto felice perché ho tanti amici che mi vogliono bene» ci aveva detto in occasione dell’intervista per i 90 anni.
Li aveva festeggiati alla Casetta di Montevecchia con circa 50 persone tra amici e nipoti: «coloro che saranno il mio ricambio» li aveva definiti. A Cernusco era molto conosciuto dove, finché la saluta glielo ha permesso, era assiduo frequentatore del Bar Biella.
La salma è composta presso la Casa Funeraria Lavelli di Merate; i funerali si terranno giovedì 10 settembre alle 15 nella chiesa parrocchiale di Montevecchia, preceduti dalla recita del rosario.
D.V.







