MONTEVECCHIA, VISITA AL COLLE PER L’ARCIVESCOVO DELPINI

Visita dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini nella prima mattinata di sabato 30 maggio alla parrocchia San Giovanni Battista Martire di Montevecchia.
E’ stato proprio il Colle a essere l’ultimo luogo che ha chiuso il ciclo di visite del monsignore nei santuari della diocesi guidando la recita del Rosario per la grazia di nuove vocazioni nella Chiesa, di nuovi sposi giovani cristiani, di vocazioni al bene comune nella società e nella politica.
Ad accoglierlo sul sagrato il parroco don Fabio Biancaniello che lo ha poi accompagnato in chiesa accolto da un fragoroso applauso di tutti i fedeli presenti. Ad animare la funzione il coretto parrocchiale, presente l’eremita don Luigi Colombo, un nutrito numero di chierichetti, il collaboratore parrocchiale Domenico Piazza e per l’Amministrazione comunale in prima fila il sindaco Ivan Pendeggia con il consigliere Oreste Rovelli.
Particolarmente significativo il rito del lucernario con l’accensione di tutte le luci e della lampada rossa che l’arcivescovo consegna in tutte le visite pastorali la cui fiamma ricorda il fuoco dello Spirito.
«Con la lampada si riceve il fuoco della fiamma, noi siamo tanti talenti ma se non ci lasciamo accendere rimaniamo una lampada spenta – ha esordito – Dobbiamo disporci a ricevere il fuoco, nessuno rimanga una lampada spenta soprattutto consegnata nell’età giovanile e che dia vigore per le proprie scelte».

A seguire la processione, accompagnata dalla Polizia locale che ha permesso lo svolgimento in totale sicurezza, con il corteo che ha percorso in un clima raccolto via Belvedere, raggiunto piazza Agnesi per dirigersi poi verso la scalinata che ha portato al Santuario della Beata Vergine del Carmelo. La processione si è svolta con la recita del Rosario, accompagnata da canti e intercessioni.
Giunti al santuario è stata recitata l’ultima decina del Rosario affidandosi alla Beata Vergine del Carmelo e l’arcivescovo ha voluto lasciare a ciascuno una immaginetta con la frase “Signore Gesù, tu sei sempre con me”.
«È l’amico che accompagna il nostro andare e dove a lui ci si può affidare, con una preghiera rivolta soprattutto ai ragazzi, adolescenti e giovani che sono particolarmente segnati da alcune difficoltà – sono state le parole rivolte ai fedeli durante l’omelia – In particolare, dal capriccio del vagabondaggio che non aiuta a trovare la giusta strada, dal parcheggio dell’incertezza che non aiuta a prendere la decisione, dallo spavento per il futuro, visto ormai come una minaccia, ma che invece deve essere presentato  dagli adulti come una terra promessa dove realizzare la propria vocazione; dalla sfiducia per le fragilità, il non sentirsi all’altezza, ma il Signore non chiama quelli perfetti ma quelli che lo amano».
Al termine non sono mancati i ringraziamenti al parroco per l’accoglienza, al sindaco, alla Polizia locale e a tutti i fedeli presenti. Una catechista ha offerto un vaso con una pianta di rosmarino, uno dei simboli di Montevecchia, da parte di tutti i ragazzi dell’oratorio con riprodotte impronte di ciascuno, segno dell’essere dono di tutti.

M.C.

 



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