OLGIATE MOLGORA, ALLA SCOPERTA DEL LABIRINTO DEL MINOTAURO

Senza andare troppo lontano si possono scoprire i meravigliosi tesori che il nostro territorio ci offre e uno tra questi capita di trovarlo anche sotto i nostri piedi.
E’ il caso delle ex gallerie del cementificio del Fabbricone dei fratelli Gnecchi, come veniva definito dai brianzoli di un tempo di Olgiate Molgora, ribattezzate il “labirinto del Minotauro”.
Gli scavi del complesso minerario iniziarono nel 1906, alla ricerca di nuovo materiale da estrarre per la produzione di cemento. Negli anni vennero scavati svariati livelli che formarono un vero e proprio labirinto sotto il territorio di Olgiate.
I cinque livelli delle gallerie sono in comunicazione tra loro per mezzo di un pozzo in cemento armato utilizzato per la salita e la discesa dei carrelli per il trasporto del materiale.
Solo il primo livello delle gallerie è rimasto asciutto, tutti gli altri sono sommersi dalle acque che arrivano dall’alto, dove passa il torrente Molgora. Il passaggio tra i vari livelli si effettuava tramite varchi e scale ancora oggi visibili tra le acque.
Le esplorazioni subacquee delle gallerie iniziarono nel 2002 e permisero di esplorare i cinque livelli delle gallerie fino a meno sessantaquattro metri. Si pensò anche a un’ipotesi di messa in sicurezza degli ambienti per un recupero, in modo di permettere visite scolaresche e turisti, in collaborazione con gli esperti del Politecnico di Milano: i costi troppo alti bloccarono l’iniziativa.
Vicino a quello che era l’ingresso delle miniere, ormai chiuso da decenni, si possono ancora vedere i resti del ponte per il passaggio dei carrelli dalle miniere al “Fabbricone”.
Un ricordo di un tempo lontano, nel quale generazioni di brianzoli si sono riempiti i polmoni di silice per estrarre la marna destinata alla produzione di cemento per la costruzione dei tanti palazzi di Milano.
Per saperne di più consultare www.facebook.com/ilcuriosonevarese.

M.C.



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