Domenica 16 ottobre, durante la Messa delle 11, la comunità osnaghese ha ricordato gli anniversari significativi di matrimonio (5, 10 ,15, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50, 55, 65 anni di unione coniugale).
Durante l’omelia il parroco don Alessandro Fusetti ha ricordato la festa odierna della dedicazione della chiesa cattedrale del duomo di Milano che si dedica al suo popolo definendo, tramite un parallelismo, l’anniversario di matrimonio come un ricordo della dedizione reciproca promessa il giorno del matrimonio.
Ha poi preso spunto dal Vangelo odierno che affida un annuncio, dà un incoraggiamento e riconsegna un nuovo annuncio: «L’albero cattivo del Vangelo in realtà è un albero malato che produce frutti poco buoni. Se l’albero è malato può essere guarito e può tornare ad essere sano. Ci sono malattie che colpiscono la vita interiore del singolo uomo. Ci sono malattie che colpiscono la società e anche la vita, il cammino delle famiglie. Ma queste malattie che paralizzano i singoli, la società, le famiglie e la Chiesa stessa impediscono di trasmettere le cose essenziali, una sapienza di vita ai giovani possono essere curate. Ecco l’incoraggiamento del Vangelo di stamattina: coltiviamo il cuore sapendo ascoltare parole preziose e scegliendo di dire parole preziose che rendano il nostro cuore prezioso, sapiente, capace di trasmettere».
Ha poi citato papa Francesco invitando a incrementare l’utilizzo nelle famiglie di tre parole che edificano, che formano, coltivano il cuore e lo rendono capace a sua volta di utilizzarle: grazie, scusa, posso.
Il parroco ha poi concluso: «Proprio in questo momento storico abbiamo bisogno di raccontare storie di salvezza, anche oggi presenti, che ci insegnino a stare al mondo. Il Vangelo ci ricorda che bisogna scavare in profondità per trovare la roccia, la sapienza, sulla quale edificare. La sapienza non è questione di titoli accademici o di quante cose si sanno ma di esperienze di vita, di come si usano le cose che si sanno per una certa direzione, una certa edificazione. La Chiesa custodisce racconti, antichi ma sorprendentemente attuali e li consegna. La famiglia trasmette. Allora è proprio in questa trasmissione di storie di salvezza che si gioca l’alleanza tra Chiesa e famiglia».
Al termine della celebrazione, prima delle foto di rito, don Alessandro ha consegnato a ogni coppia un rosario realizzato a Gerusalemme, con un legame quindi con la terra della Storia di Salvezza. Inoltre, ricordando le parole di don Lorenzo Maggioni, che in un’omelia recentemente predicata in parrocchia aveva definito il rosario che un laccio che crea legame, ha invitato le coppie a mantenere vivo il proprio legame e unita la propria famiglia, stando vicino anche alle famiglie che si trovano in difficoltà.
Il momento delle foto è stato anche occasione per festeggiare e augurare vita altrettanto lunga a una coppia di giovani sposatasi in parrocchia durante la settimana appena trascorsa.
V.S.


































