OSNAGO, ARTE E COLORI ACCENDONO PIAZZA DELLA PACE

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L’avversario era di quelli tosti. Di quelli che alle volte annunciano da giorni il loro arrivo, talaltre piombano violenti nel bel mezzo della quiete. Giove Pluvio, signore della pioggia e delle tempeste, aveva in mano il destino del primo “pomeriggio a colori” previsto per sabato 5 giugno, la rassegna di arte e divertimento frutto della creatività di un gruppo di genitori volta a offrire alle famiglie di Osnago un’estate di riscatto e rinascita a sipario di un anno scolastico reso incerto e balbettante da un’infinita crisi pandemica.
Le sue acrobazie “ormonali”, affacciatesi minacciose sin dal mattino e fino alle primissime ore di un meriggio comunque a tratti canicolare, hanno come per incanto trovato pace a ridosso della campanella d’inizio dell’evento, ed ecco che i primi lunghi teli di stoffa bianca erano già stesi per un largo spicchio di piazza della Pace, teatro scelto per questa e le prossime iniziative di Un’estate per gioco.
Posizionati lungo i bordi dei teli, dopo aver intinto pennelli o bastoncini o rametti di pino nel proprio cono di tempera colorata mischiata ad acqua, i circa cinquanta bambini accorsi cominciavano a dar vita alla loro specialissima “pittura d’azione”: lampi di colore schizzati sulla tela, tinte primarie fatte sgocciolare spontaneamente a voler enfatizzare l’atto fisico della pittura stessa.
Tecniche e movimenti che allargavano smisuratamente il sorriso a bimbi entusiasti, che causavano digrignamenti a quello di genitori sconfortati dai giri di lavatrice già all’orizzonte ma in fondo radiosi per un pomeriggio vissuto “diversamente”. Le tre stoffe realizzate venivano poi adagiate intorno al grande ulivo posto al centro della piazza, quasi a voler cingere la pianta dell’allegria colorata sprigionata dall’opera dei piccoli. Il tempo di rassettare i materiali e cercare umilmente di ridare una decenza alla piazza ed ecco giungere roboanti le ormai non più differibili avvisaglie dell’acquazzone, pegno pagato alla divinità in cambio della tregua soleggiata di metà pomeriggio. Quasi una magia, quasi un segno. Proprio come l’arcobaleno disegnato dal cielo appena finito lo sfogo di Giove, durato in realtà poco più di un manciata di minuti. Quell’arco, un nastrino di cui la natura si foggia dopo essersi lavata la testa, ammirando il quale sarebbe assai difficile non potervi scorgere una volontà superiore.
La stessa capace di aver regalato a Osnago un vero “pomeriggio a colori”.

G.K.



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