Davide Bertarini, da poco rieletto presidente dell’associazione I Falchi di Osnago, ci ha illustrato in un’intervista il lavoro svolto dalla Protezione civile in questo periodo e la situazione attuale.
Abbiamo sentito parlare del Coc, che è stato istituito in questo periodo di emergenza Covid. Ci può spiegare di cosa si tratta, chi ne fa parte e cosa ha significato per I falchi questa esperienza?
Il Coc, Centro Operativo Comunale, è nato per affrontare l’emergenza della pandemia da Covid. In Osnago, il Coc ha provveduto a compiere una serie di interventi sul territorio, grazie alla formazione messa in atto ed è composto dal responsabile autorità di protezione civile locale, il sindaco Paolo Brivio; il Rol, responsabile operativo locale, il Comandante della polizia locale. Maurizio Colombo; il Roc. Responsabile operativo comunale, l’assessore Felice Rocca; il Rec, responsabile comunicazione e assistenza sociale Patrizia Conti; il responsabile settore area tecnica e servizi essenziali, materiali e mezzi architetto Carmelo Martufo, responsabile protezione civile e settore volontariato Davide Bertarini.
Dopo vent’anni di esperienza nella Protezione civile, quando mi sono ritrovato con una mansione particolare all’interno del Coc e ricoprendo nello stesso tempo, il ruolo di responsabile della nostra associazione, ho avuto paura delle difficoltà che avremmo incontrato. Invece, grazie all’ampia disponibilità dei volontari dell’associazione siamo riusciti a far fronte alle diverse richieste che ci venivano sottoposte da parte dei cittadini e dell’Amministrazione. Ci siamo saputi adeguare al continuo evolversi della situazione, tenendo sempre d’occhio gli aggiornamenti dettati dai Dpcm e delle ordinanze regionali, dimostrando l’efficienza della protezione civile, e del Coc.
Come siete riusciti ad affrontare le difficoltà?
Non ci sono particolari segreti per come siamo stati in grado di superare certe difficoltà; posso dire che sia io che Stefano Ripamonti, vicepresidente e segretario dell’associazione, avendo qualche anno di esperienza in più, in questa realtà della protezione civile, rispetto ad altri volontari, l’abbiamo messa in pratica , rendendoci conto sia dei sacrifici che tutti noi avremmo dovuto mettere in atto, sia la necessitò di rispettare le persone bisognose di aiuto. A ciò era da aggiungere l’importanza di osservare le regole e la disponibilità da dare da parte di tutti noi volontari per i servizi richiesti.
Che impatto ha avuto la pandemia sul nostro territorio?
Fortunatamente a livello locale l’emergenza sanitaria, che a livello nazionale e mondiale ha assunto proporzioni colossali, è stata ristretta e gestibile nonostante sia stata affrontata senza informazioni certe , con notizie diverse e spesso contrastanti tra di esse e con l’obbligo di seguire le norme e i dpi (dispositivi di protezione individuali) necessari per svolgere tutte le attività in piena sicurezza. Il 13 marzo mi sono recato di persona con la PL alla Kapriol di Molteno a ritirare le prime mascherine necessarie ai volontari per operare, in quanto era possibile riceverle in regalo. Ecco di seguito gli interventi svolti dai volontari I falchi: sono stati consegnati 93 pasti, 106 spese effettuate presso la Conad e 9 spese con contributi. Le consegne dei medicinali sono state 39, mentre 3 sono stati gli interventi relativi alle consegne dei vestiti in ospedale. Abbiamo provveduto a 4 interventi di volantinaggio sul territorio, dedicandoci anche a 7 ritiri di maschere snorkeling e 10 ritiri, preparazione e consegna di mascherine alla popolazione Come ausiliari abbiamo svolto 32 interventi c/o mercato in fiera, e 6 c/o mercato piazza della Pace, e messo in atto 9 postazioni per controllare le vie del paese, cimitero e parchi giochi , mentre 8 sono stati gli interventi di controllo c/o l’area centro raccolta rifiuti. Per quanto riguarda le consegne abbiamo anche provveduto a recapitare presso le loro abitazioni i computer per gli alunni delle scuole medie e abbiamo fatto pervenire a tutti i cittadini osnaghesi i sacchetti per la raccolta differenziata. Abbiamo svolto un totale di 365 servizi e portato a compimento 741 ore di servizio volontario.
Che riscontri avete avuto da parte dei cittadini, per le attività e i servizi svolti?
Abbiamo avuto concrete dimostrazioni di gratitudine e affetto da parte delle persone che ci hanno visto recarci presso i loro domicili per la consegna di farmaci spese, pasti ed altro, e da parte di diversi cittadini che ci incontravano per strada. Anche l’Amministrazione comunale ha voluto dimostrarci la propria gratitudine. Penso che questo ci renda orgogliosi e grandi nel nostro operato pur essendo attivi sul territorio appena da tre anni.
Com’è la situazione attuale?
Per l’emergenza Covid 19 siamo stati in prima linea dal 13 marzo, con l’istituzione del Coc che a oggi è ancora attivo, ma le attività ad esso collegate sono praticamente quasi esaurite; rimangono attivi solo il servizio mercato fiera del mercoledì pomeriggio e del sabato mattina, la consegna di spesa e farmaci del sabato mattina solo su richiesta.
Avete nuovi obiettivi?
Si, il progetto del bando per l’acquisto del pick-up entro la fine del 2021 e il potenziamento di attrezzature per affrontare in autonomia qualsiasi intervento. A questo proposito vorrei ringraziare l’amministrazione comunale per l’utilizzo del furgone Ducato, la E Vai per la macchina elettrica e la concessionaria Nis-car di Olginate Osnago. Mi auguro inoltre di poter rinforzare la squadra dei volontari che attualmente, dopo il rinnovo del consiglio direttivo del 27 luglio è cosi composta: io presidente, vicepresidente e segretario Stefano Ripamonti, tesoriere Angelica Sacchetto, mentre responsabile operativo Biagio Amata. All’inizio dell’emergenza alcune persone si erano rivolte all’associazioni per dare la propria disponibilità, ma in quel momento particolare c’era necessità di persone preparate e che avevano svolto il periodo di formazione. Aspettiamo perciò di essere ricontattati in modo tale da poter garantire in futuro una squadra di alta formazione e di un numero di volontari sempre più numerosi capaci di garantire servizi e aiuti dove ce ne fosse la necessità. Sarebbe auspicabile trovare anche forme di finanziamento per potenziare le attrezzature, anche da parte di privati o altre associazioni.
S.B.

