OSNAGO, CAFFÈ DEL VENERDI CON L’AUTORE CANZIO DUSI

Venerdì 10 aprile presso il Centro parrocchiale di Osnago, all’interno della rassegna I caffè del venerdì, Canzio Dusi, uno dei vicepresidenti del Centro socio-culturale Lazzati di Osnago, ha presentato Lo stupore tradito. L’epopea di Federico II di Svevia e il tradimento di Pier delle Vigne, sua ultima pubblicazione.
La serata è stata introdotta da Luigi Mandelli, presidente del Centro Lazzati, che ha poi lasciato la parola a Dusi, il quale ha dapprima ringraziato i presenti, coloro che hanno promosso e pubblicizzato la serata, gli artisti Irene Consonni e Bernardo Casasole, che hanno letto alcuni stralci della sua opera, e anche gli organi di stampa locali presenti, tra i quali Dentro&fuori, per il loro lavoro di pubblicizzazione e copertura di questa serata e degli eventi organizzati e promossi dal Centro Lazzati.
Dusi ha spiegato come al centro dell’opera vi siano luci e ombre della figura, al contempo carismatica, complessa e fragile, di Federico II di Svevia, imperatore chiamato Stupor Mundi per il suo amore per la cultura universale, l’apertura intellettuale e politica, la tolleranza verso culture e religioni e la modernità di pensiero. Il suo operato, che si scontrò con la Chiesa dell’epoca, fu caratterizzato da una forte attività legislativa e da una volontà di promozione artistica e culturale che unificava i popoli. L’imperatore, convinto che il sapere accrescesse il benessere di una popolazione, promosse la fondazione dell’Università di Napoli e alla sua corte di sapienti e di studiosi, tra cui Fibonacci, fiorì la Scuola poetica siciliana, primo movimento letterario unitario in volgare italiano, che vide tra i principali esponenti Jacopo da Lentini e Pier delle Vigne.
L’autore ha poi raccontato le ombre e il declino di Federico II, la sfiducia nei confronti dei suoi consiglieri tra i quali Pier delle Vigne, altro protagonista del romanzo di Dusi, accusato di tradimento, ma probabilmente invece a sua volta tradito, la cui tragica fine è citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
Dusi ha infine raccontato di aver utilizzato l’intelligenza artificiale, suo settore di lavoro, come potenziamento e supporto durante la composizione dell’opera senza però fidarsi ciecamente e sostituirla allo studio.
In conclusione di serata, rispondendo alle domande del pubblico, l’autore ha sottolineato l’approccio quasi casuale all’argomento di questa sua pubblicazione attraverso la lettura dei libri utilizzati dal figlio per la tesi di laurea triennale su Federico II e di stare attualmente studiando la figura di un pittore per una sua prossima pubblicazione ritornando quindi alla sua passione per la storia dell’arte.

V.S.

 



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