Lunedì 30 dicembre la Santa Messa delle 18 a Osnago è stata celebrata dal cardinale Gianfranco Ravasi con il parroco don Costantino Prina. Presenti anche i coscritti del Cardinale della leva del ‘42.
«Celebro quest’oggi con coloro che hanno condiviso l’anno dell’origine della nostra vita a suggello di un rapporto di amicizia, che fa capo all’amore – ha spiegato Ravasi – Amore che in questo periodo storico è in crisi a causa delle relazioni vissute superficialmente sui social network o nella frenesia dei viaggi».
Non è mancato una attenta riflessione sulla Parola ascoltata, in particolare la lettera di San Paolo, dove per ben dieci volte viene ripetuta la parola consolare.
«Consolare significa impedire che l’altro sia solo, essere vicini, l’opposto di desolare, cioè lasciare soli – ha aggiunto il Cardinale – Terrei conto di tre elementi che servono per costruire delle relazioni. Consolare significa ascoltare l’altro senza di sottecchi guardare l’orologio, prendere per mano e aiutare ad alzarsi con un sorriso o un saluto, esprimendo il proprio affetto con un gesto».
Stare accanto a chi è solo, dando vita a gesti diversi, semplici e gratuiti.
«Consolare va visto come confortare qualcuno, cioè trovare la forza che si può trasmettere solo se abbiamo qualcosa dentro da trasmettere – ha concluso – Nella vita abbiamo sicuramente incontrato una persona con un’energia che non avevamo,ma che ci ha aiutato a crescere; è proprio questa la chiave dell’educazione: non sostituirsi agli altri, ma fare in modo che l’altro sia in grado di proseguire da solo. E infine consolare significa anche scuotere la persona in tribolazione, esortarla a rialzarsi, a non lasciarsi trascinare verso la deriva. Consolare sia quindi una parola di esortazione, alzando lo sguardo verso l’alto».
Al termine della celebrazione breve momento di festa al Bar Sport e foto di gruppo con gli amici coscritti del ’42.
D.V.
