OSNAGO, CONFERENZA SU STREET ART CON LA VOCE DEL CORPO

Primo evento che segna l’inizio della rassegna d’arte contemporanea Performance Art Butoh – La Voce del Corpo che si terrà a Osnago dall’11 al 26 giugno. Nella serata di venerdì 1 aprile, presso la Sala civica Sandro Pertini di Osnago, alla presenza del sindaco Paolo Brivio e del presidente dell’associazione culturale Michele Ciarla, si è tenuta la conferenza per introdurre la sesta edizione della rassegna interrotta dalla pandemia nel 2020.
«Mi compiaccio di vedervi così numerosi – le parole del primo cittadino che ha aperto la serata – è un segnale di una volontà di ripresa. Sono tanti gli interventi dell’associazione che si susseguono sul nostro territorio relativi all’arte contemporanea. L’arte sta interessando i muri di Osnago, come potente strumento di dialogo. Viviamo in un paese che parla attraverso i suoi muri. Il mio invito all’associazione è quello di creare un canale di comunicazione con gli adolescenti e i giovani».

Ciarla, dopo aver brevemente illustrato la rassegna nel corso delle edizioni, ha sottolineato l’importanza delle iniziative create in piazza per tenere i contatti con la popolazione, come il pianoforte o la realizzazione della tela di Gino Strada. Ha anche annunciato la presenza di una delle autorità più ’importanti dell’espressione butoh Atsushi Takenoushi che, con la consorte Hiroko Komiya, sarà protagonista del workshop butoh della durata di tre giorni dal 24 al 26 giugno e aperto a una ventina di persone che si concluderà con un’esibizione collettiva. La parola è passata poi al direttore artistico Bruno Freddi.
«Questo per noi è un anno decisivo, i nostri artisti ci hanno aspettato, li avremo tutti insieme qui, non saranno tanti come nella terza edizione, il numero è diminuito ma la qualità è alta».
All’interno della serata è stato presentato il libro Graffitismo & Street Art di Massimo Gianquitto, professore dello I.e.d., Istituto europeo design, che ha voluto ripercorrere le fasi della pittura dall’impressionismo al graffitismo nella loro collocazione storica e mostrando immagini relative. «Nella pittura si infrangono le regole pur conoscendole – ha esordito Gianquitto – i pittori sono ribelli, rivoluzionari. Il graffitismo nasce negli anni ‘70 a New York e Filadelfia con il fenomeno Taki 183, i ragazzi rappresentano il sociale, si allarga poi con atti vandalici negli anni ’80, mentre la street art è un’evoluzione nell’espressione e nelle tecniche».
È stata poi la volta di Manu Invisible, street artist diplomato al liceo artistico di Cagliari che ha svolto negli anni diversi lavori su commissione per enti pubblici, aziende multinazionali, istituti di credito e scolastici. Il suo nome compare tra i muri della Sardegna e di Milano e da 15 anni collabora con la Fondazione Domus de Luna (che dichiara essere la sua seconda casa) prima nel carcere minorile e poi in una periferia abbandonata di Cagliari. L’artista, dal volto coperto da una maschera, utilizza nelle sue opere delle parole desuete, evocative che diventano un modo immediato per comunicare con il fruitore. Reviviscenza è l’opera realizzata nel punto del crollo del ponte Morandi a Genova il cui significato vuole ricondurre a un ritorno alla vita dopo la morte, oppure Serendipity, che appare sull’opera realizzata a Osnago in piazza Dante angolo piazza Nazario Sauro, il cui abbraccio è evocativo, è la voce del corpo dove colore e luci completano la composizione. A Merate invece è stata dipinta la cabina elettrica con la scritta Evoluzione, che riconduce alla tematica dell’ambiente, in accordo con l’associazione DietroLaLavagna.
«
Noi siamo fortemente convinti che la street art sia una manifestazione artistica di grande vicinanza, non solo per il linguaggio comprensibile ma anche per la valenza di denuncia sociale – le parole di Patrizia Riva referente dell’associazione, presente alla serata – È così importante perché è un mezzo per creare la bellezza».
La serata si è conclusa con lo spazio aperto al numeroso pubblico presente che ha partecipato con diverse domande e curiosità poste allo street artist Manu Invisible.

M.C.



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Privacy Policy
Visite