Domenica 31 gennaio il Bar Sport di via Gorizia a Osnago ha abbassato definitivamente la saracinesca. Dopo quasi cinque anni Clementina Costantini con il marito Cosimo e il figlio Francesco Carrozzo (sopra nella foto), suoi collaboratori, ha preso la difficile decisione di chiudere.
Era il novembre 2008 quando la famiglia Carrozzo si trasferisce da Ronco e nel giugno del 2016 rileva il Circolino, gestito allora dal circolo Acli, dove Clementina già lavorava da anni; lo rinnova, ampliando il proprio pubblico e cercando di aprirsi anche al mondo dei giovani. L’edificio è di proprietà della parrocchia a cui la famiglia versa un affitto mensile.
«Era un’opportunità che abbiamo voluto sfruttare – ci raccontano Cosimo e Francesco – Abbiamo mantenuto la storica clientela, ma siamo allo stesso tempo riusciti a renderlo un punto di ritrovo per ragazzi, grazie anche alla proiezione delle partite di calcio. Abbiamo in questi anni anche proposto serate musicali, spettacoli, pranzi, cene a tema e gare di scopa d’assi a scopo benefico. Siamo soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare, perché abbiamo richiamato persone del paese di diverse età, alcune delle quali non frequentavano più il circolo».
In questi anni si sono formati, infatti, anche dei gruppi di giovani come “I ragazzi del Gafo” e “I ragazzi di via Gorizia”…
Poi la decisione di chiudere, dovuta a diverse ragioni: per motivi personali e soprattutto a causa delle norme vigenti a causa del Covid19; tre mesi di chiusura in primavera, in estate decisamente meglio, ma con l’autunno non potevano continuare con il solo take away.
«A inizio gennaio abbiamo valutato insieme se valesse la pena continuare – ci spiegano – Questi ultimi mesi sono stati tosti; se quest’estate abbiamo lavoricchiato, in autunno con il servizio d’asporto abbiamo capito che non vale la pena tener aperto. Come da contratto, pagheremo i restanti mesi di affitto, ma non rimarremo aperti. Teniamo comunque a ringraziare tutti i nostri clienti e la parrocchia che in questi anni ci è venuta incontro con il pagamento dell’affitto».
Si chiude così una bella esperienza lavorativa, mentre per gli osnaghesi verrà sicuramente a mancare un luogo di riferimento: sia per chi si recava al cinema o a vedere le partite di calcio al Centro sportivo o in tv sia per una partita di carte.
D.V.


