L’appuntamento stagionale con il festival musicale itinerante Suoni Mobili ha fatto tappa a Osnago.
Nella cornice dei giardini della scuola dell’infanzia di via Donizetti, “refrigerati” da un vento bollente e avvolti da zanzare vogliose anch’esse di godersi sane melodie sotto le stelle dopo i disturbanti ronzii di un’altra torrida giornata agostana, la voce sensuale della sassofonista catalana Eva Fernandez ha regalato agli oltre 200 presenti una serata di dolce evasione d’arte e musica.
Con Lucia Fumero al piano e Juan Pastor al contrabbasso il trio ha fatto sentire a tutti, almeno per una sera, il profumo di un’estate autentica. Ben altro profumo, quasi l’acre odore che una certa delusa malinconia è capace di far provare, hanno dovuto respirare diverse persone rimaste escluse dalla platea degli spettatori a causa di una non meglio specificato diritto d’accesso soltanto tramite prenotazione.
Dettaglio non segnalato nemmeno sulla locandina ufficiale dell’evento, pur patrocinato dallo stesso Comune di Osnago. Non menzioniamo neppure gli esclusi perchè sprovvisti di green pass, nonostante l’evento si tenesse all’aperto e in condizioni di pieno rispetto delle normative vigenti sul distanziamento. Questa infatti è materia di diritti civili e di un concetto di cultura (e la stessa fruizione di essa) di cui l’avvento della così definita “era delle pandemie” ha fatto dimenticare la missione fondamentale: quella del libero accesso e dell’universalità della conoscenza.
Nella cornice dei giardini della scuola dell’infanzia di via Donizetti, “refrigerati” da un vento bollente e avvolti da zanzare vogliose anch’esse di godersi sane melodie sotto le stelle dopo i disturbanti ronzii di un’altra torrida giornata agostana, la voce sensuale della sassofonista catalana Eva Fernandez ha regalato agli oltre 200 presenti una serata di dolce evasione d’arte e musica.
Con Lucia Fumero al piano e Juan Pastor al contrabbasso il trio ha fatto sentire a tutti, almeno per una sera, il profumo di un’estate autentica. Ben altro profumo, quasi l’acre odore che una certa delusa malinconia è capace di far provare, hanno dovuto respirare diverse persone rimaste escluse dalla platea degli spettatori a causa di una non meglio specificato diritto d’accesso soltanto tramite prenotazione.
Dettaglio non segnalato nemmeno sulla locandina ufficiale dell’evento, pur patrocinato dallo stesso Comune di Osnago. Non menzioniamo neppure gli esclusi perchè sprovvisti di green pass, nonostante l’evento si tenesse all’aperto e in condizioni di pieno rispetto delle normative vigenti sul distanziamento. Questa infatti è materia di diritti civili e di un concetto di cultura (e la stessa fruizione di essa) di cui l’avvento della così definita “era delle pandemie” ha fatto dimenticare la missione fondamentale: quella del libero accesso e dell’universalità della conoscenza.
G.K.

