Lunedì 26 dicembre, festa patronale di Santo Stefano, la solenne Messa delle 10.30 è stata celebrata dal cardinale Gianfranco Ravasi, che quest’anno ha compiuto 80 anni. Concelebranti, oltre al parroco don Alessandro Fusetti, don Marco Tenderini, che ricorda i suoi 40 anni di ordinazione sacerdotale, don Lorenzo Maggioni, che ricorda i suoi 20 anni di ordinazione sacerdotale, monsignor Luigi Manganini, Maurizio Rolla, Silvano Provasi, don Angelo Riva, padre Luigi Morell, padre Daniele Ponzoni e un sacerdote messicano giunto in parrocchia come aiuto per il periodo natalizio.
Dopo la tradizionale accensione del pallone posto sopra l’altare in ricordo del martirio di Stefano, toccata quest’anno al vescovo Ravasi, ha avuto inizio la funzione, introdotta dal parroco che ha espresso letizia per la presenza del cardinale e di diversi sacerdoti osnaghesi o che hanno vissuto a Osnago un tratto significativo del loro ministero, alcuni dei quali impossibilitati a essere presenti come don Giovanni Rigamonti che ricorda i 50 anni di ordinazione sacerdotale. Ha poi ringraziato i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, che al termine della celebrazione nella persona del vicesindaco Mariagrazia Caglio ha omaggiato Ravasi con un segno di riconoscenza, e spiegato che quest’anno il pallone bruciato è stato realizzato dai ragazzi del Cdd, amici di Rossana Iantorno.
La celebrazione
Durante l’omelia il cardinal Ravasi ha ricordato l’incontro con la comunità osnaghese, ove si è trasferito con la famiglia nel 1952 e che da allora ha sempre lasciato qui le sue radici nei tanti volti di coloro che riconosce nelle panche ed al cimitero. Guardando poi alla rappresentanza delle autorità civili presente in chiesa ha sottolineato, nonostante il suo vissuto in Vaticano e quindi la doppia cittadinanza, di aver mantenuto a Osnago la sede della sua cittadinanza italiana.
In seguito, riprendendo le parole del martire Stefano e di San Paolo, ha rivolto l’attenzione all’incontro con Dio, ricordando come la comunità cristiana si ritrova attorno all’ascolto e all’annuncio della Parola di Dio. Ha quindi concluso con un monito e un augurio.
«Ai nostri giorni le grandi malattie del nostro tempo sono l’indifferenza, la superficialità, la banalità, l’assenza di futuro e di speranza nei giovani che spesso si accasciano. La tentazione del grigiore attanaglia le nostre comunità. I giorni che stanno davanti a noi non abbiano a scorrere dalle nostre mani come la sabbia arida che va a finire, ma che siano come un seme che scivola dalle nostre mani e cada nel terreno perché nasca uno stelo e un frutto».
Al termine della celebrazione il parroco ha ringraziato i chierichetti, la corale, le persone addette alla sacrestia e tutti gli intervenuti; Ravasi ha potuto salutare i numerosi fedeli uno a uno, tra questi anche il direttore del Tg1, la cernuschese Monica Maggioni, che si è soffermata con il cardinale per qualche minuto, e Nadia Cogliati per il Direttivo dell’associazione I bagai di binari e D&F, donandogli il Calenlario del 2023 per la missione di padre Sandro Nava.
Tutti sacerdoti presenti si poi sono intrattenuti nel giardino parrocchiale per i saluti.
D.V.




















































































































