Serata all’insegna della storia, quella che si è tenuta giovedì 4 novembre presso la sala civica Pertini a Osnago.
La storia che appartiene a tutti gli italiani, la storia fatta di sacrifici dei Caduti, di più di seicentomila persone morte e di più di duecentomila disperse e tantissime altre catturate che è raccontata attraverso immagini, testimonianze e reperti storici nella mostra dedicata al Milite Ignoto, di cui si ricorda il centenario.
Luigi Caglio, capogruppo degli Alpini di Osnago, ideatore e curatore della mostra ha introdotto la serata parlando dell’importanza del rendere omaggio ai caduti in questa guerra. Ha salutato tutti i presenti dell’ amministrazione comunale, nelle figure del sindaco Paolo Brivio, vicesindaco Mariagrazia Caglio, gli ex sindaci Angelo Bonanomi, Marco Molgora e Paolo Strina, alcuni assessori e il maresciallo aiutante Gabriel Del Biondo.
Ha ringraziato tutti gli alpini che hanno contribuito alla mostra Centenario del milite Ignoto e in modo particolare ha voluto ringraziare Danilo Morell per il lavoro di ricerca sui 17 militi ignoti osnaghesi e Alfio Fumagalli per il prestito dei quotidiani del Corriere della sera del periodo anteguerra e guerra, consultabili all’interno dell’esposizione. Durante la presentazione Caglio ha sottoposto all’Amministrazione presente la richiesta di cittadinanza per il Milite ignoto, già attiva in diverse città italiane.
La parola è poi passata al vicesindaco Caglio che ha ripercorso le tragiche vicende relative proprio all’identificazione dei militi ignoti, ricordando anche Maria Bergamas, quella madre, che simbolo di tutte le madri delle vittime di guerra, nel 1921 scelse la salma che poi fu condotta al Vittoriano. Mentre in sala scorrevano le immagini storiche del percorso fatto dal feretro, partito da Aquilea e arrivato a Roma, che ritraevano tutti coloro che erano accorsi per onorare quell’uomo, la Caglio ha sottolineato l’importanza di onorare il milite proprio per poter ricordare tutti quei soldati che non hanno avuto riconoscimenti e consolare tutte le famiglie che si sono ritrovate con parenti vittime di guerra o dispersi. Ha concluso ricordando le parole di papa Francesco che durante la celebrazione della santa Messa del giorno dei defunti ha sottolineato come le Tombe dei morti di guerra gridino pace.
Grande interesse e coinvolgimento ha suscitato l’intervento di Danilo Morell, esperto della Grande Guerra, soprattutto del fronte Dolomitico che ha accompagnato i presenti in un percorso fatto di racconti e aneddoti capaci di evocare immagini e frammenti di vita dei militari sempre impegnati su fronte, ma nei momenti di tregua, periodo in cui c’era la possibilità di dedicarsi a qualche svago, magari ad una partita, ad un momento musicale che molte volte vedeva addirittura coinvolte il fronte nemico. Morell fa parte dell’associazione storica Cimeetrincee, costituita nel 2007 da un gruppo di appassionati e cultori della Grande Guerra, che raccoglie, cataloga, verifica e diffonde la documentazione relativa a questo periodo storico.
L’esperto ha raccontato di aver iniziato a provare interesse per questo argomento fin dall’età di sei anni, quando con suo padre mise piede sul Col di Lana e a tutt’oggi prosegue le escursioni storiche all’insegna di ricerche specifiche che l’hanno portato a ritrovare molti cimeli alcuni curiosi come un grammofono e un’armonica a bocca. Diversi gli interventi da parte del pubblico in sala, di interesse quelli del maresciallo Del Biondo che ha voluto riportare anche un aneddoto riguardante un militare di origine siciliana che durante un momento di tregua volle omaggiare la sua amata suonando la chitarra e ricevette gli applausi dal fronte nemico.
Più specifici quelli di Molgora e Fumagalli che hanno fatto riferimento a delle vere proprie ricostruzioni storiche; molto toccante quello di Tullia Ascari, assessore all’istruzione ed educazione, che in una breve riflessione ha ribadito quanto sia stato utile e importante ridare dignità a tutte le vittime di quella orribile guerra, ma ha anche sottolineato quanto ancora oggi ci siano vittime ignote e corpi dispersi o abbandonati a causa di guerre, immigrazioni, catastrofi naturali e non per ultimo del covid, per il quale sarebbe auspicabile trovare un evento in grado di permettere l’elaborazione del lutto per chi ne fosse stato colpito in famiglia.
A fine serata a tutti i presenti è stato consegnata una copia riguardante la storia dell’epopea dell’alpino osnaghese Gaetano Morell intitolata dalla steppa alla fascia tricolore. La mostra rimarrà aperta nelle mattine di sabato dalle 9 alle 12, per tutti coloro che sono interessati e in particola modo per le scolaresche è possibile prenotare la visita.
S.B.









