Davide Bertarini, responsabile della Protezione Civile di Osnago, ci dà testimonianza del lavoro svolto in questi giorni di emergenza COVID 19. Fin dall’inizio dell’emergenza tutti i volontari hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro forza per sostenere l’emergenza. Due dei volontari si sono resi disponibili a fare turni per rispondere al numero di emergenza della regione Lombardia, preso d’assalto per informazioni e per avere aiuto. Successivamente, garantendo ogni giorno la disponibilità di tre volontari fissi, che si turnano, hanno dato il via a diversi interventi.
«In collaborazione con il Gruppo comunale di Protezione Civile di Concorezzo abbiamo contribuito al primo smistamento e preconsegna delle maschere da snorkeling. Dopo averle divise dal boccaglio, vengono inscatolate e portate al punto di stoccaggio successivo. Ci viene inoltre comunicato che possiamo riprendere con le richieste delle maschere, che successivamente consegneremo sempre ai colleghi».
Hanno iniziato con volantinaggio per le case del paese, per consegna di fogli con indicati i numeri a cui rivolgersi in caso di necessità e i contatti dell’Amministrazione. Nei giorni a seguire si sono dedicati alla consegna della spesa e dei farmaci alle persone impossibilitate a uscire. Un servizio utile è stato quello che ha permesso la consegna di cambi di indumenti per le persone ricoverate.
All’occorrenza, alcune famiglie dopo essersi rivolte al sindaco osnaghese, hanno potuto fare recapitare gli indumenti ai propri familiari ricoverati negli ospedali di Merate e Vimercate.
«Ciò è possibile grazie alle numerose attenzioni e precauzioni dettate dal protocollo in questa emergenza – spiega Bertarini – I volontari seguono le indicazioni per proteggersi e per proteggere le persone con cui vengono in contatto. Gli indumenti una volta ritirati vengono consegnati in un locale apposito che si trova all’interno degli ospedali e da lì vengono prelevati dagli addetti alle consegne ai degenti. Sono tra i cinque e i dieci gli interventi, quelli che facciamo giornalmente. Si tratta principalmente di consegne di spesa e medicinali al quale si aggiunge la consegna di pasti in caso di urgente necessità».
Grande la stima e l’affetto dimostrato da tutti i cittadini per il lavoro svolto e diverse le richieste di poter entrare a far parte dell’associazione cosa che purtroppo in questo momento non è possibile, in quanto, per essere volontari, è necessario avere almeno seguito il corso base. L’invito, quindi, è quello di rivolgersi nuovamente all’associazione per poter entrare a farne parte nel momento in cui finirà questa emergenza e si potrà riattivare il corso.
I Falchi avevano in programma anche una riunione annuale per verifica di bilancio e chiusura attività, appuntamento rimandato appena sarà possibile.
«Abbiamo in previsione l’acquisto di un Pick-up, il cui costo sarà sostenuto per il 90% da Regione Lombardia in seguito alla vincita di un bando -conclude il referente- la parte restante sarà invece versata dall’associazione, per cui sarà necessario trovare un finanziamento. Questo acquisto ci permetterà di essere autonomi negli interventi necessari».
S.B.





