Si è spento giovedì 7 ottobre presso l’Hospice Il Nespolo di Airuno il parroco di Osnago don Costantino Prina, 74 anni, dopo un periodo di malattia e sofferenza. Fino a che ha potuto è stato in mezzo ai suoi parrocchiani, anche il giorno della festa dell’oratorio.
Lui stesso nell’ultimo numero di settembre del bollettino parrocchiale ne aveva parlato e così aveva voluto congedarsi dai parrocchiani.
«Credo che sappiate della mia situazione di salute che non è tra le più rosee: è una malattia degenerativa che porta inesorabilmente verso la fine. Con realismo l’autore del Salmo 49 ripeteva che “l’uomo, pur con la sua ricchezza, non può durare, è simile agli animali che periscono”. Ma il beato John Henry Newman esortava: “non aver paura che la vita possa finire, abbi invece paura che possa non cominciare mai davvero”. E allora, in questo momento particolare per me, vorrei riprendere per voi l’invito che S. Paolo rivolgeva ai cristiani di Tessalonica: “Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perchè non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti… e così per sempre saremo con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole”. (1 Tessalonicesi 4) Cristo è il vivente che sta oltre la morte, per cui il morire non è più una fine, ma un passaggio, e il tempo dopo la morte viene inaugurato da un incontro. Ripetete per me e con me questa bella preghiera di S. Geltrude: “O mio Amore, Amore della sera della mia vita, fatemi godere della vostra vista nell’ora della partenza. O mio Gesù della sera, fatemi addormentare d’un sonno tranquillo”. Con affetto e riconoscenza vi saluto».
Il 26 giugno del 1971 fu ordinato prete presso il Duomo di Milano, mentre il 27 aveva celebrato la sua prima Messa a Canzo, dove era nato il 15 marzo del 1947. Divenne parroco di Osnago nel novembre del 2007, dopo essere stato parroco a Malgrate e Treviglio. Lo scorso 27 giugno aveva festeggiato i 50 anni di sacerdozio circondato dall’affetto della sua comunità.
D.V.


















