OSNAGO, IN RICORDO DI DON PIERO/1

La scomparsa di don Piero Cecchi, storico parroco di Osnago,  nel pomeriggio di giovedì 15 agosto ha lasciato tristi e sgomenti molti fedeli osnaghesi. che hanno voluto ricordare il sacerdote.

Don Piero è stato per me molto più di un sacerdote. Il suo ricordo rimane legato ai momenti più difficili e significativi della mia vita.
Non dimenticherò mai il giorno in cui morì mia madre, quella calda mattina del 24 luglio 1982: fu lui il primo a venire a consolarci. Ricordo ancora la sua omelia durante il funerale, la chiesa gremita, la comunità raccolta, viva e solidale come allora era la parrocchia di Osnago. Gestì la celebrazione con una cura paterna, accogliendo la gente persino sull’altare, nel coro, sulla balconata dell’organo. Al cimitero, con poche parole semplici e profonde, invitò me e le mie sorelle a proseguire nella fede nonostante il dolore.
Con lui ho condiviso molto anche negli anni successivi. Mi accolse a lavorare come archivista nella casa parrocchiale: mi insegnò a gestire un archivio storico, a ricercare nel passato e a ricostruire la storia della nostra comunità dal 1590 in poi. Un dono che mi accompagna ancora oggi e che ho potuto trasmettere a mio padre, contribuendo, silenziosamente, ai suoi libri su Osnago.
Don Piero ebbe sempre fiducia in me. Mi affidò incarichi nella formazione cristiana dei catecumeni e nel 1993 mi sostenne con una borsa di studio per il Diploma triennale in Teologia con specializzazione in catechetica presso la Facoltà Teologica di Milano. Quando istituì i primi Ministri Straordinari dell’Eucaristia mi chiamò, insieme a mio padre e ad altri stimati membri della comunità, a ricevere questo incarico prezioso.
Partecipai con lui a due Consigli pastorali, fino al 1996, anno in cui fu destinato come parroco a San Giovanni Crisostomo a Milano. Da allora lo incontrai solo in occasioni particolari, alle feste del paese o nelle ricorrenze patronali, ma il legame e la gratitudine non si sono mai spenti.
A don Piero devo un grande grazie: per la mia formazione umana e cristiana, per aver creduto in me senza esitazioni, per avermi accompagnato in un cammino di fede e responsabilità. La sua fiducia è stata un seme che ha dato frutto.
Oggi lo affido con riconoscenza al Signore, certo che il bene che ha seminato continuerà a vivere nelle vite di chi lo ha incontrato.

Gianpaolo Ripamonti



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