Una serata di dialogo e testimonianza quella organizzata dal Centro socio-culturale Lazzati presso il Centro Parrocchiale Osnaghese venerdì 11 luglio con ospite la milanese suor Sandra Castoldi delle suore Orsoline di San Carlo, ex insegnante presso di loro a Milano, che da alcuni anni vive a Gerusalemme e opera presso gli uffici del Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Dieci anni fa, infatti, è stata inviata dalla madre generale delle Orsoline a Gerusalemme per il progetto “Esploratrici” per valutare l’apertura di una comunità lì. Dapprima lei e le sue consorelle sono state ospitate da altre congregazioni religiose che a Gerusalemme portano una grande varietà. I Cristiani a Gerusalemme si trovano in mezzo tra gli arabi musulmani e gli israeliani.
Suor Sandra, presentata da Canzio Dusi, membro del Centro Lazzati, ha dialogato con lui e con il pubblico presente in merito alla reale situazione che si vive a Gerusalemme e del clima dal 9 ottobre 2023 in seguito all’attacco di Hamas contro Israele.
Dapprima ha descritto la bellezza della multietnicità di Gerusalemme: «Le realtà di cooperazione, collaborazione, comprensione esistono ancora anche se è molto delicata la questione. Gli uomini e le donne di buona volontà ci sono dappertutto: in tutte le lingue, in tutte le religioni. La ricchezza di Gerusalemme sta nel trovare questa bellezza dell’andare d’accordo sui valori perché gli esseri umani sono tutti uguali. Tutto il razzismo che c’è in una persona esce fuori davanti al diverso. La gente normale, quella della strada, quella che lavora, guadagna, cerca di portare a casa i soldi per la sua famiglia e di fare qualcosa di bene, è uguale, è la stessa».
Successivamente la religiosa ha sottolineato l’attuale reale situazione a Gerusalemme: «Non è come dice la televisione. Gerusalemme è una città sicura per adesso. I dati parziali ci sono e sono quello che succede nei villaggi, come nel villaggio cristiano di Taybeh, al quale qualche giorno fa i coloni israeliani hanno dato fuoco, con il quale siamo in costante contatto come Patriarcato».
Suor Sandra ha poi raccontato che alcuni giornali sono stati bloccati perché non graditi al governo e che l’opinione pubblica risulta senza forza, benchè spesso protesti contro il governo di Netanyahu, e ha spiegato, riprendendo le parole pienamente attuali dello scrittore israeliano Amos Oz scomparso nel 2018, che “sia gli Ebrei sia i Palestinesi sono malati di ritornismo, cioè la malattia del ritornare alla propria terra, alla propria casa che è in realtà un mito, con il quale si alimenta l’ideologia. Il problema vero non è la realtà, ma l’ideologia, ovvero il modo in cui la realtà viene interpretata”.
La religiosa ha poi spiegato la complessa situazione dal punto di vista dell’anagrafe a Gerusalemme: «Gerusalemme è una città a statuto speciale che dovrebbe garantire la vita e la libertà a tutti coloro che vi abitano o vi sono cresciuti. In verità, però, il documento d’identità di un palestinese arabo nato a Gerusalemme è dato dallo stato israeliano e quindi diventa un documento d’identità israeliano che lo Stato d’Israele può revocare quando vuole. Sui documenti d’identità è specificata anche la religione e chi si converte non può cambiare la propria religione sui documenti».
Suor Sandra durante la sua testimonianza ha esemplificato le complesse tematiche attraverso storie e aneddoti di vita vissuta e racconti di persone incontrate negli anni a Gerusalemme.
Infine la religiosa ha descritto il Patriarca, cardinal Pizzaballa, come un uomo di incredibili semplicità ed equilibrio, con una forza che viene dall’Alto, in una situazione difficilissima e che viene bersagliato spesso sia dagli arabi che dagli israeliani.
V.S.






