Durante la giornata di martedì 1 novembre, solennità di Ognissanti, la comunità ha salutato e ringraziato don Pietro Lorenzo Maggioni, docente di teologia delle religioni presso il seminario di Venegono, in Università Cattolica e all’Istituto superiore di Scienze religiose a Milano. Il sacerdote che dal 2017 ha prestato servizio in parrocchia, soprattutto come aiuto per le celebrazioni nei fine settimana ed è stato di supporto alla comunità durante il periodo di malattia di don Costantino Prina, accompagnando la comunità fino all’avvicendamento con l’attuale parroco don Alessandro Fusetti.
Don Lorenzo verrà ora inviato al nuovo incarico in supporto alla comunità pastorale di Galbiate.
La Messa delle 11, animata dal coretto parrocchiale, è stata celebrata da un emozionato don Lorenzo affiancato dal parroco.
Durante l’omelia don Lorenzo ha parlato dapprima del canto e della musica come linguaggi, comuni a tutte le religioni e i popoli, per esprimere il sublime, le emozioni e la propria vita interiore collegata alla vita di comunità. Dalla metafora del canto ha preso spunto per affermare che ci vuole sempre un maestro, che sia al contempo al di fuori ed all’interno dell’orchestra affinché non si crei una cacofonia.
«Penso che sia arrivato per me il tempo di andarmene perché non avete bisogno dell’assolo di un solista, ma di un maestro che tenga insieme l’orchestra e questa figura, che tanto abbiamo invocato insieme in momenti drammatici per la parrocchia, ora è arrivata con don Alessandro, prete giovane, volonteroso, che si è messo in ascolto della vita della comunità da subito con determinazione e delicatezza – ha spiegato – Mi sembra il momento quindi di andare via per rimettermi in gioco. Auguro a don Alessandro di ascoltare tantissimo, di fare molto e di parlare poco perché forse è così che si diventa veramente pastori tra la gente. So che la mia presenza è stata limitata dai miei tanti impegni in diocesi e in seminario, ma ho sempre cercato di capire cosa poter fare e come starvi vicino sia nel periodo della pandemia, sia durante la malattia e alla morte di don Costantino».
Ha quindi colto l’occasione per ringraziare i suoi superiori, i preti originari di Osnago rientrati per brevi periodi (don Alessandro Maggioni, padre Luigi Morell, …), i preti della zona, tra cui il decano don Fabio Biancaniello, e i preti messicani giunti nei periodi di Natale e Pasqua, per la collaborazione concreta con lui durante il periodo di malattia e mancanza del parroco. Ha ringraziato tutti loro, monsignor Luigi Manganini e il cardinale Gianfranco Ravasi anche per la loro testimonianza di fede e per tutto il bene ricevuto. Così come suor Chiara Cani, i catechisti, gli educatori e i volontari dell’oratorio, della parrocchia, del Centro culturale Lazzati, della Sala don Sironi, della Locanda del Samaritano e de Il Pellicano.
Ha concluso dando un suggerimento alla comunità, ricordando alcuni momenti vissuti insieme rimasti nel cuore: «Mi avete sempre molto stimolato con tutto questo florilegio di modi di vivere la vita cristiana. Chiedo a don Alessandro di mettersi a servizio della beatitudine. Fate tanto bene come comunità, come in tante occasioni ho constatato, ma vi consiglio di concentrarvi di più sulla gioia e sulla bellezza nelle iniziative, vivendo in maniera più disinteressata rispetto agli obiettivi che si raggiungono o meno. Il giorno dei Santi ci dice quindi la direzione verso cui stiamo marciando e da seguire con gioia».
La Messa
Al termine della celebrazione il parroco ha mostrato le reliquie esposte per l’occasione di festa sull’altare e ha ricordato il significato del termine reliquia, ovvero “ciò che resta”. Ha quindi ringraziato don Lorenzo con un augurio: «Caro don Lorenzo, ci restano di te la capacità di parlare, durante le tue omelie, e di ascoltare contemporaneamente il tempo, facendoci entrare nelle dinamiche complesse dei nostri tempi con intelligenza e semplicità, e l’eternità, facendocela pregustare, e il tuo prepararti da solo l’altare prima della messa. Hai quindi nutrito questo popolo con la tua parola, la tua capacità di ascolto del tempo e dell’eternità e con il pane dell’Eucarestia che nutre di coraggio, di speranza, di fede e di carità. Continua a farlo nella tua nuova destinazione».
Nel pomeriggio la festa è continuata presso il Cpo, dove gli adolescenti hanno organizzato un divertente momento in cui hanno ironizzato su alcune qualità di don Lorenzo con alcuni aneddoti realmente accaduti durante la sua permanenza e hanno ricordato alcuni importanti momenti condivisi con audio e foto. Al termine è stato consegnato a un commosso don Lorenzo, che ha rinnovato la sua gratitudine verso tutti, un dono da parte della parrocchia, ovvero una Bibbia con una nuova traduzione; il parroco ha augurato possa essergli utile per i suoi studi, rinnovandogli la stima, la gratitudine e l’affetto suo e di tutta la comunità. A conclusione della festa il taglio della torta con castagne, tè e vin brulè per tutti.
V.S.
































