Sabato 27 settembre il weekend della festa dell’oratorio è entrato nel vivo presso il centro parrocchiale con la possibilità di cena in oratorio.
Dalle 20.30 si è tenuta, in Sala don Sironi, una serata particolare all’insegna della speranza, come spiegato dal parroco don Alessandro Fusetti durante l’introduzione.
«Durante questa serata verranno presentati volti e segni di speranza di oggi e di ieri che ci servono per dire che la speranza non ci abbandona mai» – ha esordito il presbitero.
Don Alessandro ha poi passato la parola a Emanuele Villa, scienziato motorio che opera nel progetto di ricerca Sport Therapy, nato nell’aprile 2017, dedicato a bambini e ragazzi dai nove mesi ai diciotto anni con leucemia o malattie ematologiche, che possono arrivare anche a trapianto di midollo osseo, ricoverati al Centro Maria Letizia Verga presso San Gerardo dei Tintori di Monza. Emanuele ha dapprima presentato brevemente la Fondazione Verga e successivamente ha spiegato le finalità e le varie sfaccettature del Progetto. I bambini e i ragazzi ricoverati per curarsi hanno la possibilità di fare sport ed esercizio fisico personalizzato, monitorati da professionisti esperti che collaborano e si confrontano quotidianamente con l’equipe medico – infermieristica. Spesso i bambini vengono allenati dall’esordio della malattia fino al loro ritorno a scuola. Gli allenamenti possono avvenire nella palestra esterna sul tetto e nella palestra interna oppure nelle stanze del centro trapianti di midollo osseo, del reparto di ematologia e del day hospital. I bambini e i ragazzi possono fare alcuni sport all’interno del centro: calcio, arrampicata, golf, danza, bike no pedals, animal flow. Le sessioni di esercizio e sport si tengono 5 giorni alla settimana.
I dati del progetto Sport Therapy sono inseriti all’interno del progetto FORTEe* del 2021, progetto internazionale in cui sedici istituzioni di otto paesi europei stanno valutando scientificamente l’impatto dello sport e dell’esercizio fisico di precisione in ospedale, durante le fasi intensive del trattamento del cancro in bambini, adolescenti e giovani adulti. Una volta validati dalla comunità scientifica, i protocolli saranno messi a disposizione dei centri di tutto il mondo.
Durante la sua testimonianza Emanuele ha coinvolto anche i bambini e ragazzi presenti ponendo loro delle domande e mostrando con il loro contributo alcuni esercizi motori personalizzati proposti solitamente ai loro compagni ricoverati.
Dopo la testimonianza di Emanuele, che ha ringraziato la parrocchia per l’invito, è stata la volta del ricordo di un testimone di speranza del passato. Infatti i bambini e i ragazzi con alcuni adolescenti dell’oratorio hanno portato in scena un breve spettacolo musicale raccontando in modo originale la storia di San Pier Giorgio Frassati con musiche dal vivo, balli e frasi del santo. Al termine della performance, durante l’esecuzione del brano Verso l’alto, inno a Pier Giorgio Frassati di monsignor Marco Frisina, il parroco, accompagnato in processione da alcuni bambini con dei lumini, ha portato sul palco le reliquie dei santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis che verranno custodite in modo perpetuo nella cappella dell’oratorio.
A conclusione della serata, durante un breve momento di preghiera, don Alessandro ha ricordato: «Questi due santi ci lasciano la reliquia della speranza. E per sperare e guardare al futuro bisogna guardare il presente e il passato, come abbiamo fatto noi questa sera».
V.S.

























