OSNAGO, VIA CRUCIS DEDICATA AL MONDO DEL LAVORO

Via Crucis di ascolto e preghiera, riflessione e attualità, quella che, nella serata di venerdì 3 aprile, partendo dal cortile interno del Catenificio Regina, si è snodata per le vie del centro paese fino a raggiungere la chiesa parrocchiale di Osnago, guidata dal parroco don Alessandro Fusetti all’inizio del rito. Il parroco, che ha officiato con padre Luigi Morell e don Leonard, sacerdote messicano in supporto alla parrocchia per la Settimana Santa.
Sette le tappe che sono state occasione per riflettere sul mondo del lavoro, come è stato spiegato nell’introduzione: in questa Via Crucis l’ascolto è diventato preghiera di intercessione affinché il mondo del lavoro possa partecipare all’azione di salvezza che Cristo porta con la sua croce.
In ogni stazione, dopo la lettura di un brano di Vangelo, alcuni lettori della parrocchia hanno dato voce a una meditazione scritta da uno o più parrocchiani, interpellati direttamente dal parroco.

La prima stazione, Gesù condannato a morte, ha portato una testimonianza scritta da una parrocchiana che, in seguito alla scoperta di una malattia, ha subito la condanna del licenziamento in una ditta dove lavorava da anni. La seconda stazione, Gesù caricato della croce, ha portato a riflettere sulla responsabilità imprenditoriale come via di salvezza ma anche come carico spesso da portare in solitaria. La terza stazione, Gesù aiutato da Simone di Cirene, è stata occasione per riflettere su chi aiuta a portare la croce attraverso una meditazione sul volontariato, e sui volontari visti come moderni Cirenei, scritta dal gruppo Acli parrocchiale. La quarta stazione, la Veronica asciuga il volto di Gesù, il lavoro che cura, ha visto la lettura di una testimonianza scritta da una parrocchiana che si occupa di cure domiciliari. La quinta stazione, Gesù consola le donne di Gerusalemme, ha raccolto una meditazione scritta dai volontari del gruppo Collavoriamo de Il Pellicano in merito alla situazione delle donne nel mondo lavorativo. La sesta stazione, Gesù muore in croce, ha portato una testimonianza scritta da una parrocchiana che ha perso il marito in un incidente sul lavoro. La settima stazione, tenutasi in chiesa, ha portato a riflettere sulla resurrezione e sulla fede come lampada che rischiara la notte del mondo.
In conclusione don Alessandro ha sottolineato il punto di contatto tra la croce di Gesù e il mondo del lavoro.
Il parroco ha infine ringraziato i presenti, i responsabili del Catenificio Regina, gli abitanti che hanno aperto alcuni cortili delle loro case per la sosta di alcune stazioni, la Polizia locale e la Protezione civile I Falchi per il servizio d’ordine prestato e coloro che hanno collaborato alla realizzazione della funzione.

V.S.



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