Arriva una presa di posizione netta della Rete Occhio al Ponte in merito all’esito del bando indetto da RFI per la raccolta di proposte progettuali per il nuovo ponte San Michele di Paderno e Calusco d’Adda.
La Rete prende atto del folto gruppo di proposte, verosimilmente di notevole prestigio architettonico, giunte al concorso di progettazione. Tuttavia, il punto per la Rete non è la qualità delle proposte né il confronto tra le diverse soluzioni progettuali. L’obiezione sta a monte: sono i requisiti stessi del bando ad aver già dato per acquisita una localizzazione che il territorio non condivide.
«Il bando infatti indirizza la progettazione verso la realizzazione del nuovo ponte a meno di 20 metri dal ponte San Michele, trasformando in presupposto progettuale una scelta sulla quale non vi è mai stata una reale condivisione con il territorio, nonostante le contrarietà e le alternative espresse da tutti i sindaci dei Comuni coinvolti. È questo il punto che Regione Lombardia continua a ignorare – afferma la Rete – Non si tratta di discutere, a valle, di come progettare al meglio un ponte la cui collocazione è già stata fissata. La questione è se quella sia la collocazione giusta».
Secondo la Rete gli approfondimenti raccolti in questi mesi, dalle analisi sul traffico atteso ai dubbi legati ai rigidi vincoli imposti da RFI, rafforzano la convinzione che la strada intrapresa sia sbagliata. A fronte di un considerevole esborso di risorse pubbliche, il nuovo collegamento rischia non solo di non risolvere la congestione ma di aggravarla, compromettendo la vivibilità dei paesi adiacenti.
Critiche anche sulla complessità della manutenzione di un ponte promiscuo e sulle incognite sul futuro del ponte San Michele, dalla manutenzione alle possibili criticità delle fondazioni.
«Il numero e il prestigio delle proposte presentate non possono essere utilizzati come una sorta di legittimazione della scelta compiuta. Un concorso di progettazione non può sanare a posteriori una decisione sulla localizzazione che il territorio non ha condiviso» conclude la Rete Occhio al Ponte, nata nell’aprile scorso che ha organizzato una manifestazione in aprile e un convegno a inizio luglio.
D.V.

