23 APRILE,  GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO

“Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso” (Daniel Pennac).
La frase dello scrittore francese che potrebbe sembrare ironica, racchiude una sacrosanta verità perchè una buona lettura può alleggerire solitudini e malinconie o distogliere da un’eccessiva concentrazione su di sé.
Fu Vincent Clavel Andrès, scrittore ed editore spagnolo, il primo promotore di una giornata del libro. La data venne fatta combaciare con la festa del patrono della Catalogna, San Giorgio, il 23 aprile. La tradizione, risalente all’epoca medioevale, vuole che in questo giorno, ogni uomo doni alla propria compagna una rosa, mentre i librai della Catalogna regalano una rosa per ogni libro venduto. Sulla base di questa ricorrenza, la conferenza Generale dell’Unesco, su proposta di dodici Paesi, ha proclamato il 23 aprile di ogni anno “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”. Scopo principale è quello di incoraggiare e scoprire il piacere della lettura, valorizzando il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanità.
È stato scelto il 23 aprile perché proprio in quel giorno sono morti tre scrittori importanti come William Shakespeare, poeta e massimo drammaturgo inglese, Miguel de Cervantes, scrittore, drammaturgo e militare spagnolo e Inca Garcilaso de la Vega, scrittore peruviano, soprannominato “El Inca” per le sue tematiche riguardanti il mondo Inca. È necessaria una precisazione perché in realtà la morte di Shakespeare il 23 aprile fu calcolata in base al calendario giuliano in vigore all’epoca in Inghilterra e non in base a quello gregoriano.
Leggere diventa sempre più un piacere da condividere e lo dimostrano i gruppi di lettura che da tempo stanno prendendo piede in Italia, ribaltando la convinzione generale che gli italiani leggano poco. Si tratta di gruppi spontanei, in prevalenza femminili, organizzati in modo autonomo, sorti per scambiare opinioni su libri e autori proposti. Alcuni di questi gruppi si ritrovano mensilmente nelle biblioteche comunali, come quello di Cernusco che sta leggendo La Regola dei Pesci di Giorgio Scianna, un libro che narra le angosce dei nostri tempi. O quello di Merate che sta leggendo I sette mariti di Evelyn Hugo della scrittrice di novelle americana Taylor Jenkins Reid. Ma ci sono anche gruppi formatisi da amiche di sempre che hanno deciso di dar vita alle letture sferruzzanti in cui una persona legge e le altre lavorano a maglia o all’uncinetto.
Perché si legge e che cosa si legge?
Lo abbiamo chiesto ad alcune signore che partecipano a uno di questi gruppi spontanei. Le motivazioni sono diverse e del tutto personali.
«Da quando sono andata in pensione ho pensato di dedicarmi di più alla lettura, ma da sola durante il giorno non riuscivo a concentrarmi. – ci dice Aurelia, nome di fantasia – Poi un’amica mi ha introdotta nel gruppo formatosi circa cinque anni fa e sono molto contenta. Insieme scegliamo i libri, alla fine discutiamo quello letto e ognuna di noi coglie qualcosa che all’altra è sfuggita. Abbiamo letto libri come La Storia e L’Isola di Arturo di Elsa Morante, ma anche narrativa americana contemporanea o promettenti autrici italiane come Viola Ardone».
«Leggo per il piacere di imparare cose nuove, di aprire la mente e conoscere anche culture diverse». Ci dice un’altra signora, aggiungendo che rileggerebbe volentieri i classici della nostra letteratura letti alle superiori ma che oggi con la maturità acquisita, riuscirebbe ad apprezzare meglio.
Un tempo si raccontavano storie attorno al camino, oggi ci si ritrova attorno a un libro. Che sia in biblioteca, in un salotto o in un prato non conta. Il protagonista è il libro con tutto ciò che riesce a trasmettere a ogni lettore.

S.F.



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