AIUTIAMO I NOSTRI RAGAZZI

Purtroppo dopo il lockdown della primavera del 2020 si è registrato un notevole aumento dei disturbi psicologici tra i bambini e gli adolescenti.
I dati nazionali indicano che l’accesso ai servizi è quadruplicato e le cifre a disposizione di certo non sono uno specchio della realtà perché non contano coloro i quali pur manifestando un problema non si rivolgono a alcun tipo di prestazione (né pubblica, né privata).
Non dimentichiamo che i ragazzi sono tra coloro che più hanno pagato il prezzo delle restrizioni attuate tra il 2020 e il 2021.Dopo i mesi di febbraio/maggio 2020, l’estate era trascorsa abbastanza tranquillamente. Alla ripresa delle attività scolastiche, già nel mese di ottobre la didattica è stata effettuata esclusivamente tramite modalità online per i ragazzi dalla seconda media in su.
Inutile dire quanto questa condizione forzata e prolungata abbia portato con sé disagi di varia natura, soprattutto per quei ragazzi che già avevano dentro di loro un qualche tipo di fragilità.
Tra le problematiche che oggi si riscontrano con maggior frequenza troviamo quelle legate alle condotte alimentari.
Sono aumentati i ragazzi e le ragazze che mettono in atto comportamenti pericolosi per la propria salute come digiuni prolungati, pasti troppo ridotti oppure, al contrario alternare momenti di abbuffate a tentativi di eliminare quanto ingerito. Oltre alla classica anoressia e bulimia negli ultimi anni sono emersi comportamenti “nuovi”: alimentarsi solo fuori pasto con merendine o “cibo spazzatura” oppure saltare i pasti per poi bere enormi quantitativi di alcolici.
Stiamo parlando di soggetti giovani, già dagli 11/12 anni si registrano queste dinamiche. Come è facilmente intuibile gli adulti possono giocare un ruolo fondamentale sia nell’ accorgersi di quello che sta accadendo sia nell’attivarsi per aiutare i ragazzi rivolgendosi a professionisti competenti.
Un primo consiglio di base è quello di evitare commenti circa l’aspetto fisico: è sempre molto difficile capire cosa pensa un ragazzo/a specie se sta attraversando un periodo difficile. Anche i complimenti potrebbero essere vissuti negativamente.
Un’ulteriore accortezza, che dovrebbe essere portata avanti fin dalla prima infanzia è quella di non etichettare il cibo come  buono o cattivo; meglio usare i termini corretti ovvero cibo sano o poco salutare.
Oltre a questi consigli di base è possibile, osservando silenziosamente i ragazzi, cogliere alcuni segnali che possono aiutare i genitori a comprendere se il proprio figlio/a stia vivendo un momento di difficoltà, strumentalizzando il cibo.
Gli indicatori dei comportamenti tipici dell’anoressia nervosa possono essere: perdita di peso inaspettata, conteggio delle calorie, esercizio fisico eccessivo, diradamento dei capelli, spossatezza, salto dei pasti, evitamento dei pasti in compagnia e/o fuori casa.
Tra i segnali precursori di fenomeni bulimici troviamo: esercizio fisico eccessivo, uso di diuretici e lassativi, mal di gola costante, quantità eccessiva di cibo in camera, ingiallimento dei denti e tempo eccessivo trascorso in bagno dopo i pasti.
È bene sottolineare che le problematiche alimentari sono molto delicate da affrontare. Sarebbe meglio rivolgersi quanto prima ad uno specialista per poter aiutare adeguatamente i nostri figli.

                                                                                                                                                  V.C.



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