Oggi 10 dicembre, si celebra la giornata mondiale dei Diritti Umani.
La data storica da ricordare è quella del 10 dicembre 1948 quando a soli 3 anni di distanza dal termine della Seconda Guerra Mondiale si è voluto affermare quali siano i diritti inalienabili dell’uomo. La Carta Universale redatta a Parigi volle portare un cambiamento radicale e assoluto dopo che le due grandi guerre del ‘900 causarono morte, tortura, disumanità e terrore.
Il testo della dichiarazione recita così: “Come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione”.
Libertà, dignità, rispetto e uguaglianza indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua e opinione politica, sono questi gli obiettivi che le Nazioni Unite cercano di perseguire quotidianamente dal 1948.
Oggi più che mai queste parole risuonano importanti, basti pensare al caso di Patrick Zaki o alla recente presa di potere da parte dei Talebani per capire quanto i diritti inalienabili vadano mantenuti vivi giorno per giorno, senza darli mai per scontati.
Un altro aspetto su cui è utile soffermarsi è quello dell’educazione. Insegniamo ai nostri bambini il rispetto per l’altro, a partire da chi ci è più vicino: amici, compagni di classe, genitori, nonni, insegnanti; solo così potremo coltivare generazioni che in futuro avranno rispetto per l’umanità.
V.C.

