IL LAGO DI SARTIRANA

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Quello di Sartirana è un lago intermorenico, ovvero un residuo dell’ultima glaciazione terminata circa 10.000 anni fa e destinato ad interramento, come avvenuto per il lago della valle di Rovagnate riempitosi 6.000 anni fa.
Dati indicativi del lago: superficie di 100.000 mq, perimetro di 1.500 metri,  volume d’acqua di 200.000 mc, profondità media di 2 metri.
Il problema del lago è l’eutrofizzazione, ovvero l’eccessivo arricchimento di sostanze fertilizzanti di origine naturale o artificiale (in particolare nitrati e fosfati) contenuti nei residui vegetali e nei concimi, indirettamente immessi,  che si depositano. sul fondo. Ciò è amplificato dal lungo tempo di ricambio della massa d’acqua, stimabile in circa due anni (quasi uno stagno) e dovuto alla ridotta portata degli affluenti superficiali e da falda.
Nato 10.000 anni fa, è destinato a morire per interramento fra qualche migliaio di anni. L’uomo, nell’ultimo secolo, con l’antropizzazione dell’area circostante ne ha accelerato il processo di eutrofizzazione. Quali i rimedi? Minimizzare gli interventi antropici, evitando di immettervi le fogne; non immettere pesci estranei all’habitat; non concimare i terreni circostanti; non rimestare il limo per non aumentare il tenore di azoto e fosforo nell’acqua.
Il Comune di Merate è dotato di un Regolamento che si avvale di un Consiglio di Gestione e di un organo consultivo quale il Comitato Tecnico Scientifico di cui fa parte il Direttore della Riserva.
L’opportunità di ritardare la morte del lago si è concretizzata nella stesura di un Piano di Gestione che si articola in un insieme di azioni atte a raggiungere tale scopo. L’azione primaria è quella di controllare i parametri chimico-fisici delle acque quali temperatura, pH (acidità, neutralità o basicità), contenuti di ossigeno, azoto, fosforo e altri elementi chimici; trasparenza, conducibilità elettrica.
Purtroppo questa attività primaria che, per i parametri più significativi si era concretizzata  in una centralina posta su una piattaforma galleggiante, che forniva i dati in un tempo immediato è cessata per mancanza di manutenzione agli strumenti. In sostituzione l’attività è stata espletata dall’Azienda Regionale Protezione Ambientale Lombardia (ARPAL).
Un parametro importante non più misurato a causa del non funzionamento dello strumento è la portata dell’effluente che potrebbe dare indicazioni sull’entità del ricambio dell’acqua.
A seguito della morìa di pesci dello scorso agosto, con la Regione si sta predisponendo un progetto consistente nell’asportazione di parte del limo che giace sul fondo; il progetto è complesso e delicato perché comporta problemi connessi con l’impianto da installare e con la composizione chimica dei fanghi che potrebbero rivelarsi tossico nocivi con i relativi problemi di trattamento e destinazione.
Il lago è classificato Riserva Naturale della Regione Lombardia e Sito di Interesse Comunitario (Unione Europea); è rilevante non solo per la fauna ittica e anfibia, ma anche per l’avifauna, tra cui moretta tabaccata e tarabusino. Questi uccelli, considerati specie fragili, hanno trovato un habitat dove stanziare.
Difendiamolo senza aspettare la prossima emergenza!

Collettivo Terra!



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