“Niente di questo mondo ci risulta indifferente.” Inizia così l’enciclica “Laudato si’” scritta dal Pontefice Francesco cinque anni fa, a ridosso della conferenza di Parigi dove sono state prese delle decisioni importanti sul contenimento del riscaldamento globale. Il Papa che viene dalla fine del mondo posto nello stato dell’(Argentina), dove arrivarono i suoi nonni emigrati dal Piemonte, lancia un messaggio forte, diretto all’umanità: donne e uomini, e in particolare al popolo cattolico e cristiano, affinché prenda non solo coscienza ma riconosca “ la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta” e invita a “vivere il Vangelo con i piedi” mettendosi al posto sia della madre terra che degli ultimi del pianeta entrambi calpestati da un sistema che sfrutta e impoverisce l’una e gli altri.
La sua è un’ecologia integrale, che non separa la fragilità dei poveri da quella del pianeta, come purtroppo solo in pochi fanno, ma li mette in stretta relazione, condannando le forme di potere economico, politico, finanziario e tecnologico che in nome del progresso hanno devastato e violentato intere parti del mondo costringendo alla fame e all’esodo forzato le popolazioni degli stati più poveri. I cambiamenti climatici, uno degli argomenti portanti del testo, incidendo in maniera disastrosa sui territori creano alluvioni, siccità, distruzioni che non permettono neanche più di vivere in condizioni di sopravvivenza per gli abitanti di quei luoghi.
Papa Francesco attraverso un linguaggio semplice fa riflettere sulle ingiustizie create dalla globalizzazione che ha arricchito le grandi multinazionali, ha portato alla privatizzazione dei beni comuni, escludendo dal loro uso l’umanità che ne è di fatto proprietaria, ha indebitato Stati, prodotto guerre non solo commerciali, con conseguente produzione e commercio fiorente delle armi. Ci esorta ad aprire la mente per non subire la “monocultura” dell’indifferenza che obbliga al consumo e all’accumulazione senza limiti, spingendo a preferire il gesto del dono, la sobrietà come stile di vita, il senso di comunità e di condivisione.
Il Papa parla ai cristiani che cedendo al realismo e alla pragmaticità, pur pregando sono restii ad abbandonare le loro abitudini, a loro Francesco chiede di avviare una “conversione ecologica” come percorso di spiritualità per evitare quello che ritiene uno dei peccati che il credente possa commettere: la mancanza di responsabilità.
L’enciclica “Laudato si’” affronta moltissime tematiche: dalla trasparenza a cui sono dovuti tenuti i governanti, alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, alle scelte che necessariamente devono essere condivise in una comunità per ciò che riguarda il tipo di produzioni in relazione alla salute umana ed ambientale, al danno che una produzione nociva potrebbe provocare, in un territorio, alla salute o stato dei lavoratori. Non tutto deve essere calcolato in termini di profitto o redditività. Quello che sembra un limite allo sviluppo, potrebbe rivelarsi nel futuro un’opportunità.
Non è facile racchiudere il messaggio di Papa Francesco in poche righe. Un consiglio è di dedicare il periodo prossimo alle feste di Natale alla lettura dell’enciclica. Per chi sceglierà di farlo buona lettura. A tutti buone feste e un augurio di un anno nuovo più sereno di quello che sta finendo.
Collettivo TERRA!

