REFERENDUM ABROGATIVO CONTRO LA CACCIA

E’ iniziata l’1 luglio la raccolta di firme per l’abrogazione di alcune parti della Legge 11.021992 numero 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”.
Si chiede di abrogare le parti dei 37 articoli della legge  facenti riferimento alla seconda parte del titolo della Legge concernente il “prelievo venatorio”. Si dovranno raccogliere almeno 500 mila firme entro il 20 settembre prossimo; è possibile firmare presso gli uffici anagrafe dei municipi o presso i banchetti che le associazioni che appoggiano l’iniziativa organizzano nelle piazze.
Si tratta del terzo referendum abrogativo sulla caccia cui i Cittadini italiani verranno chiamati a pronunciarsi. Il 3 giugno 1990 si tennero due referendum, proposti da Radicali, Verdi, altre forze politiche ed ambientaliste; uno concerneva diverse volto ad limitazioni, l’altro volto ad impedire ai cacciatori di accedere ai fondi privati. L’affluenza alle urne fu del 43%; non si raggiunse il quorum del 50% per cui la proposta abrogativa non fu approvata.
Nel 1997 i Radicali promossero un altro referendum per impedire ai cacciatori l’entrata nei fondi privati, ma anche questo non raggiunse (30%) il quorum del 50% dei votanti.
Questo referendum è appoggiato dal comitato Sì, aboliamo la caccia.
Riportiamo alcuni stralci di uno scritto di Lev Tolstoj “Contro la caccia” del 1895
“La caccia non è una forma naturale della lotta per l’esistenza, ma un ritorno volontario allo stato selvaggio. La caccia era una occupazione naturale per l’uomo primitivo, mentre questa occupazione nell’uomo moderno civilizzato non fa che esercitare e sviluppare in lui istinti bestiali, che la coscienza riprova, e che teoricamente la nostra civiltà vorrebbe aboliti.”
“Noi siamo fieri del progredire della nostra civiltà, esaminiamo con soddisfazione ciò che consideriamo come suoi successi in tutte le branche della vita sociale, ma osserviamo pure che la nostra esistenza è spesso fondata sui principi più ingiusti e crudeli, e che l’umanità dell’avvenire ne parlerà con la stessa ripugnanza che noi proviamo oggi per la schiavitù e la tortura, come errori di altri tempi, che la civiltà ha abolito.”
“La pietà è una delle più preziose facoltà dell’anima umana. L’uomo, impietosendosi delle sofferenze di un essere vivente, dimentica se stesso e si immedesima nella situazione degli sventurati. Con questo sentimento si sottrae al suo isolamento ed acquista la possibilità di congiungere la sua esistenza a quella degli altri esseri.”
Positivo il fatto che il numero di cacciatori, in Italia, dopo avere raggiunto il picco di un milione e settecentomila, nel 1980, si sceso negli ultimi anno sotto il mezzo milione, segno del fatto che le nuove generazioni sono più sensibili.
Lo stesso Tolstoj divenne vegetariano per il profondo rispetto che aveva per la vita in tutte le sue forme. Auspichiamo che il consumo di carni e pesce diminuisca e ciò sia per motivi etici che ecologici dato che gli allevamenti, specie quelli intensivi, danno luogo a gas climalteranti.
Invitiamo tutti i cittadini maggiorenni ad apporre la loro firma.

Collettivo Terra!



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