UN INQUINAMENTO DIMENTICATO

Con legge regionale del 5 ottobre 2015, 31, pubblicata sul BURL 41 supplemento del 9 ottobre 2015, sono state approvate, dalla Lombardia, le nuove “Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell’inquinamento luminoso”.
Molti avranno visto, tramite  le foto notturne della terra, da satellite, come sono illuminate le zone più densamente popolate; luminosità che si disperde inutilmente verso l’alto con grande spreco di energia elettrica; fra tali zone ben visibile è la pianura Padana.
Fra gli inquinamenti quello luminoso è il meno considerato; con tale termine  si intende qualunque alterazione della quantità naturale di luce presente di notte nell’ambiente esterno, al di fuori degli spazi dove è necessario illuminare. L’inquinamento luminoso è prodotto sia dall’immissione diretta di flusso luminoso verso l’alto, sia dalla diffusione di flusso luminoso riflesso da superfici e oggetti illuminati con intensità superiori a quanto necessario ad assicurare la funzionalità e la sicurezza di quanto illuminato.
Le principali sorgenti di inquinamento luminoso sono gli impianti di illuminazione esterna notturna, quali impianti di illuminazione pubblici, stradali, privati, di stadi, di complessi commerciali con i loro fari rotanti. In alcuni casi, l’inquinamento luminoso può essere prodotto anche da illuminazione di ambienti interni che causa anche l’irradiamento di aree esterne, come l’illuminazione di vetrine di esercizi commerciali
L’effetto più evidente e significativo dell’inquinamento luminoso è la diminuita possibilità di ammirare il cielo stellato; la Via Lattea, dalle nostre zone, non si vede più.
La legge impone ai Comuni di effettuare una ricognizione degli impianti di illuminazione esterna esistenti e di predisporre un piano dell’illuminazione pubblica relativo ai luoghi pubblici, piazze e strade, al fine di garantire la sicurezza degli utenti durante le ore notturne. I preesistenti vecchi lampioni erano e sono del tipo ai vapori di mercurio, caratterizzati da bassa efficienza e resi obsoleti dai nuovi tipi ai vapori di sodio e da quelli aled (Light Emitting Diode, ovvero costituiti da dispositivi elettronici in grado di trasformare la corrente elettrica in luce). Particolare riguardo deve essere dato alla configurazione del convogliatore di luce che deve massimizzare la quantità di luce proiettata in basso , dove serve, piuttosto che dispersa verso l’alto causando inquinamento luminoso  Alla luce degli interventi comunali di questi ultimi anni si  può affermare che non vi sia stata coerenza riguardo alle nuove lampade, perché le vecchie sono state sostituite parzialmente con quelle ai vapori di sodio che emettono una piacevole luce gialla riposante per l’occhio; le rimanenti sono state sostituite con led emittenti un’algida luce bianca. Girando per i nostri paesi è possibile, quindi, passare da zone bianche a zone gialle: un gran disordine.
La legge prevede anche che , dopo la mezzanotte , quando l’utenz11a dei luoghi pubblici diminuisce l’illuminamento delle strade sia diminuita, compatibilmente con la sicurezza delle persone a piedi o in auto; ma questo passo non è stato fatto e lo spreco continua.

Collettivo Terra!



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