CERNUSCO, BAGNATO SULLA QUESTIONE ANDEGARDO

valagussa bitume

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ex sindaco di Cernusco Sergio Bagnato (sotto nella foto) in merito alla questione bitumi in zona Andegardo.

Il problema dell’inquinamento è un problema potenzialmente  molto serio per diversi comuni del circondario ma non è con le balle che può essere affrontato e risolto.
Volantini emessi dal Comitato di cittadini cernuschesi e dichiarazioni che, come dalla stampa locale riportato, sono state rilasciate dalle minoranze del Consiglio comunale di Cernusco nelle persone di Salvatore Krassowski e di Gennaro Toto hanno evidenziato che sulla questione Andegardo,  zona Brugarolo, ci si trova ancora una volta di fronte all’inveterato vizietto di costringerci a leggere cose non vere cioè a delle “balle”. Questa è una seria mancanza di rispetto nei confronti di noi cittadini che pensiamo di avere il sacrosanto diritto di pretendere che chi si vuole assumere il lodevole compito di “informarci”  lo faccia in modo rigorosamente corretto.
Tra l’altro è veramente difficile comprendere le reali ragioni e gli obiettivi di questo sistematico travisamento della realtà cui, nostro malgrado, siamo costretti ad assistere. Ma procediamo con ordine :

  1. La balla cui si è fatto riferimento: sia Salvatore Krassowski che Gennaro Toto delle due liste di minoranza di Cernusco hanno affermato che la ditta Valagussa Calcestruzzi che è insediata a Merate sul confine con Cernusco ha presentato un progetto di ampliamento della propria attività estendendola alla produzione a caldo di conglomerati bituminosi.  Hanno affermato inoltre che la sindaca di Cernusco Giovanna De Capitani ha accolto la richiesta.
    In questo caso le balle sono addirittura due: la ditta Valagussa non ha avanzato alcuna richiesta quindi  la Sindaca non ha potuto accogliere una richiesta non presentata. Se un domani tale richiesta dovesse essere avanzata  questa non potrebbe nè dovrebbe  essere accolta essendo assoggettata ad una procedura prescrittiva da parte di ATS perché si tratta di lavorazione potenzialmente inquinante e non compatibile con una zona  densamente popolata quale è quella dei nostri comuni.  Questo è il motivo per il quale la falsa informazione diffusa ha ingenerato una certa apprensione non solo nella popolazione di Cernusco, ma anche in quella dei Comuni limitrofi sui quali le conseguenze dell’inquinamento ricadrebbero esattamente come su Cernusco.
  2. Ma di che tipo di inquinamento si tratterebbe?
    L’azienda Territoriale Sanitaria ATS Brianza ha dichiarato che “la produzione a caldo di bitumi va evitata perché potrebbe ingenerare molestia olfattiva alla popolazione che sarebbe percepita anche a notevole distanza dagli impianti”. In altre parole questo vorrebbe dire che gli abitanti della zona che include diversi Comuni dovrebbero convivere con puzze che 24 ore su 24 renderebbero invivibili le loro abitazioni con effetti immaginabili sulla qualità della loro vita. Ma l’inconveniente, quantunque grave, non sarebbe il solo. Ve ne sarebbe un altro ancora più grave e si tratterebbe degli effetti cancerogeni prodotti dalla presenza di sostanze quali idrocarburi ipociclici aromatici come benzene, toluene ecc. che fanno considerare le aziende con tali lavorazioni “aziende insalubri di prima classe”. Questo è stato evidenziato dai cittadini di diversi Comuni e da comitati di quartiere come quello S. Albino (Monza) di cui si sono occupate anche Le iene. Si tratta di Comuni che hanno affrontato o che stanno affrontando lo stesso problema che potrebbe porsi per il Comune di Merate, di Cernusco e di altri Comuni della zona. E’ immaginabile che gli enti preposti alla tutela della salute dei cittadini quali l’ARPA, l’INAIL, l’AST possano consentire l’insediamento di una lavorazione riconosciuta pericolosa su un territorio tanto densamente popolato? La risposta è ovviamente “NO”.
    Nella deprecabile ipotesi di una decisione irresponsabile e diversa da parte dei suddetti Enti allora il problema non sarebbe solo di Cernusco come qualcuno vorrebbe far credere. Il problema sarebbe di tutti i Comuni della zona e dei relativi sindaci che tra le loro responsabilità primarie hanno quella della tutela della salute dei propri cittadini. Quindi opposizione andrebbe fatta da tutti insieme e con tutti i mezzi legali disponibili sulla base del principio giuridico secondo il quale quando si è in presenza di interessi contrapposti quello prevalente merita maggiore tutela. Tra l’interesse di Valagussa di aggiungere all’attività esistente un’attività nociva per la salute dei cittadini non vi è dubbio che la salute dei cittadini debba essere considerata “interesse meritevole di maggior tutela”.

Il cittadino Sergio Bagnato
che ha a cuore oltre alla salute propria e dei propri famigliari anche quella della comunità come pensa di aver dimostrato nel decennio in cui è stato sindaco



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