CERNUSCO, CONRATER SULL’EX MAGAZZINO FERROVIARIO

Riceviamo e pubblichiamo lettera di Antonio Conrater in merito all’ex deposito ferroviario, che ora è adibito a ciclostazione, ricordando la figura di Piermario Raimondo che diede vita al progetto “Museo del treno”.

Sabato mattina i sindaci di Merate e di Cernusco hanno inaugurato la nuova Stazione di Cernusco Merate nella sua nuova versione fatta di servizi per i cittadini e per gli utenti della ferrovia.
E accanto alla stazione fa bella mostra di sé il magazzino anch’esso ristrutturato e conservato nella sua bella struttura originaria.
L’altro giorno perfino il Corriere della Sera dedicava una pagina intera a questa inaugurazione e anche lì troneggiava una bella foto del magazzino. Mi sembra che a questo punto non si possa non ricordare la figura di Piermario Raimondo il nostro concittadino che, nel bel mezzo del cantiere per il raddoppio ferroviario, riuscì a salvare da sicura distruzione proprio quel magazzino che oggi ammiriamo per come è stato accuratamente ristrutturato.
Nel progetto delle ferrovie era infatti previsto l’abbattimento del magazzino per rendere più agevole la realizzazione della rete viaria necessaria a corredo del raddoppio. Proprio come era stato abbattuto qualche mese prima il serbatoio dell’acqua che si trovava dirimpetto al magazzino qualche decina di metri, prima forse l’ultimo esistente lungo la Milano-Lecco. Ma Piermario Raimondo, che aveva da qualche anno sposata Renata Valagussa ed era venuto ad abitare a Cernusco, prese molto a cuore l’idea di “salvare” il magazzino.
Capì che non sarebbe mai riuscito nel suo intento se non avesse collegato tutte le sue iniziative a un progetto di largo respiro, credibile e riconducibile alla storia e al vissuto del territorio. E fu così che nacque il progetto “museo del treno”.
Possiamo ben dire che Piermario si innamorò di quel progetto e fu infaticabile: costituì un’Associazione che iniziò a lavorare sul progetto, avviò una intensa attività comunicativa per condividerne gli obiettivi e si prodigò anche per raccogliere le testimonianze delle generazioni di “ferrovieri” che avevano vissuto in paese…(anche mia suocera gli promise il berretto rosso da Capostazione che era appartenuto a suo marito !)
Molti furono gli ostacoli che dovette superare: perfino l’Amministrazione comunale in fase iniziale si mostrò ostile all’iniziativa e solo a poco a poco si fece convincere.
Purtroppo alla fine non riuscì a far decollare il suo museo anche perché tanti furono gli incoraggiamenti nei suoi confronti ma pochi i finanziamenti.
Ma un obiettivo ormai l’aveva raggiunto quello di impedire che il magazzino fosse abbattuto.
Morì qualche anno dopo, prematuramente.
Se non fosse morto così giovane oggi sarebbe stato sicuramente in quella sala felice di veder riuniti nel “suo” magazzino tanti personaggi importanti della Regione, della Provincia e del nostro Comune.

Antonio Conrater



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