Ciao Carletto,
anzi dovrei anche oggi dirti quel “Buongiorno” che da sempre, per rispetto, ti dicevo tutte le volte che ci si incontrava, come anche domenica scorsa alle 12.30 con quel tuo sorriso che purtroppo si è spento in quella stessa tragica sera piovosa. È così che dopo poche ore ho potuto solo affidarti con una preghiera a Colui che ti stava con amore accogliendo.
Mi parlavi sempre in dialetto perché tu eri così: semplice, generoso, rispettoso delle tradizioni e così mi ricordavi le battute spiritose e genuine che facevi con mio papà. Eri provato quando era “andato avanti” ancora giovane, 50 anni fa, e hai voluto portare al funerale il suo cappello, di quel Corpo a cui appartenevate orgogliosamente ed onoravate da sempre col servizio. Grazie di cuore e, adesso che lo ritrovi, porta per me un abbraccio speciale al tuo amico alpino “Batista”.
Antonella

