CERNUSCO, PUNTO ROSSO SULL’INTERRAMENTO

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Nel numero di maggio 2022 di Dentro&Fuori e sul sito è riportato un articolo dal titolo “Un tunnel che non vede la luce”; a tale merito riproponiamo un articolo già pubblicato dallo stesso Informatore in versione online.
Succede che ogni decennio, ritorna l’ipotesi di prolungamento della tangenziale est, interessante direttamente o indirettamente i Comuni di Osnago, Lomagna, Cernusco, Merate, Calco, Olgiate, Airuno, Olginate e Valgreghentino.
Il progetto è legato alle Olimpiadi Invernali del 2026 in Valtellina ed ai finanziamenti relativi; il buon senso vorrebbe che, prima di procedere alla progettazione, si procedesse ad una rilevazione dei flussi di traffico gravanti sulla SP 342 Dir (ex Statale) al fine di verificare l’effettiva capacità dell’opera di drenare traffico dalla Provinciale. Una simulazione dei flussi conseguenti alla realizzazione della tangenziale, pur datata perché effettuata 12 anni fa (Studio Polinomia s.r.l.), rilevava come solo il 25% del traffico sulla Provinciale verrebbe drenato. Infatti questa è interessata non solo dai flussi nord-sud e viceversa, ma anche da immissioni est-ovest ed ovest-est.
Solo, dopo tale studio, si avrebbe la possibilità di valutare il rapporto costi-benefici e di prendere una decisione ponderata. Altre sono le priorità, relative alla mobilità, cui mettere mano; in particolare la ferrovia Milano-Tirano il cui stato è noto a tutti ed in particolare ai pendolari: pur essendo positiva l’aumentata frequenza dei treni, rispetto a decenni fa, si riscontra carenza di personale per l’esercizio e la manutenzione dei treni.
Una grave carenza si verifica anche nelle interconnessioni ferro-gomma per cui i parcheggi delle stazioni che riguardano il tratto interessato al raddoppio, sono saturi e le corriere del Trasporto Pubblico Locale (TPL) che faceva capo alla Provincia ed ora, ad un fantomatico Ente Interprovinciale, viaggiano vuote con fermate prive di pensiline e con cartelli orario illeggibili. Di fatto i Comuni gravitanti su dette stazioni non sono serviti determinando la necessità dell’automobile. Positivo il fatto che le automobili dirette a Milano e dintorni, ora si fermano alle stazioni di Olgiate, Cernusco, Osnago e Carnate diminuendo il traffico più a sud; meglio sarebbe se dette stazioni fossero servite più intelligentemente da corriere per i collegamenti con i Comuni interessati.
Su questo Trasporto Pubblico Locale, ogni vent’anni, compaiono studi di fattibilità che rimangono nel cassetto; al solito si privilegia il traffico automobilistico individuale, a scapito di quello collettivo.
Per non citare i pedoni ed i ciclisti per i quali, ad esempio, non si sa se verranno utilizzati i tratti ferroviari disattivati, a seguito del raddoppio. Anche la pista ciclabile, da Cernusco ad Olginate, è rimasta sulle carte.

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