Io sono stato per lunghi anni sindaco Democristiano di Cernusco quando ci si presentava con lo Scudo Crociato della Libertas e non coi nomi di fantasia che usano oggi. Allora in Brianza l’egemonia della DC era assoluta e tutte le Sinistre (allora chiamate “socialcomunisti”) erano all’opposizione.
In tutti i paesi tranne uno: Paderno d’Adda.
Stranissimo perché in quegli anni Paderno era il più ricco, il più avanzato, il più dinamico dei paesi brianzoli!
A Paderno non si contavano i “maglifici” di successo che ne facevano di fatto un polo avanzato della moda: basti pensare a cosa è stata la IMEC nella storia della brianza meratese.
Questo fino al 1989 quando è caduto il muro di Berlino.
Quando è caduto il muro di Berlino abbiamo tutti pensato che quella fosse la fine del comunismo e delle sinistre e invece era iniziata la fine della Democrazia Cristiana.
Mentre la Democrazia Cristiana tedesca ha continuato a credere nei propri valori e oggi governa ancora la Germania con la Merkel, la Democrazia Cristiana italiana – complice certamente la magistratura di Mani pulite – è entrata in una drammatica crisi, ha cambiato e ricambiato il proprio nome per poi confluire con gli ex-comunisti e gli ex-socialisti nel Partito Democratico.
E così il Partito Democratico in Brianza ha preso il posto della DC diventando il partito “egemone” nella stragrande maggioranza dei nostri Comuni.
Naturalmente anche a Paderno dove a questo punto le sinistre governano ininterrottamente il paese da quasi 80 anni: un bel record!
Ma la Paderno brillante del Dopoguerra non c’è più e neanche il ponte di Paderno è bastato per rilanciare un paese che in questi anni ha perso le tutte sue industrie di riferimento e la ex-Imec è diventata tristemente un’area dismessa e abbandonata.
Domenica si vota e anche Paderno è fra i Comuni che votano e vedremo se anche li qualcosa cambia.
Di nuovo c’è che per la prima volta il “partito egemone” in Brianza non è più lo stesso che governa il paese (com’era la DC nel Dopoguerra e il PD negli ultimi 30 anni): il PD non governa più a Roma e non governa più a Milano.
Questo potrebbe modificare la situazione e diventare una opportunità per le liste di minoranza che – nonostante molte difficoltà – si presentano in tutti i comuni all’insegna del “cambiamento” e potrebbero giovarsi dell’effetto di trascinamento svolto dalle elezioni Europee.
Se guardiamo ai partiti al governo penso che gli elettori della Lega appoggeranno – come tutti gli elettori dei partiti di Centro Destra – le liste di minoranza, mentre è molto più incerto il voto degli elettori “Cinquestelle”. Per loro non sarà facile scegliere fra Centro-Destra (Lega) e Centro Sinistra (PD) . Potrebbero essere tentati di non votare.
Ma se invece decidessero di votare, come tutti ci auguriamo, potrebbero diventare l’”ago della bilancia” delle elezioni in molti dei nostri Comuni.
Antonio Conrater
