ECCO LA RIAPERTURA, HANNO RIAPERTO LE GABBIE?

Spett.le redazione.
sicuramente le persone che oggi hanno ripreso a lavorare avranno dovuto fare i conti con tutte le norme da seguire nello spostamento da casa al luogo di lavoro e viceversa e osservare, si spera con scrupolo, le norme di sicurezza e di igiene, all’interno del posto di lavoro.
Era necessario ripartire, non c’è dubbio, con le dovute cautele e con la speranza che ad un certo punto questo virus decida di andarsene com’è venuto. Ma c’è un forte dubbio che mi assale. Aprendo il cancello di casa, già stamattina presto ho osservato il traffico aumentare. Niente da dire per le numerose macchine al cui interno ci sarà stato di sicuro gente che si stava recando al lavoro o a trovare i propri congiunti.
Niente da dire neppure per le persone che quasi timidamente camminavano tenendo le distanze e salutando timidamente. Niente da dire per le persone in coda fuori dai negozi. Ma invece vorrei sapere cosa dire a gruppi di ciclisti e corridori, tra l’altro di una certa età, senza mascherina ovviamente che occupavano l’intera careggiata?
Ci sarebbero altri esempi da riferire.
Ecco, rifletto e mi domando, ognuno di noi oggi avrebbe avuto voglia, motivo e necessita di uscire, di incontrare persone e qualsiasi altra cosa per capire che è iniziata la fase due, ma tutti dovrebbero ricordare che l’emergenza non è finita. Non è per finta che ci sono ancora contagi.
Ci sono ancora molte persone in ospedale. Non dovremmo abbassare la guardia facilmente, anzi dovremmo davvero impegnarci per fare in modo che tutti possano godere di ottima salute il prima possibile.

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