OSNAGO, SEGNALAZIONE DI UN GENITORE SU TRENORD

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Gentilissima redazione,
vi scrivo in seguito alla segnalazione fatta da un’altra lettrice, vittima anch’essa dei continui disservizi di Trenord. Come tutte le mattine da quando ha ripreso la scuola, mia figlia si reca in stazione a Osnago per prendere il treno delle 7.05, sperando che non ci siano uno dei tanti inconvenienti che sono diventati le barzellette quotidiane sui ritardi o sulle cancellazioni dei treni. Barzellette che farebbero ridere se non riguardassero moltissimi studenti che usufruiscono della linea Lecco-Milano, per non parlare dei lavoratori. L’App già stamattina non funzionava, potevo immaginare fosse un segnale di giornata nera; infatti così è stato.
Alle 7.59 il treno ripartiva per Monza dopo aver sostato per circa mezz’ora ad Arcore. Quindi ennesima giustifica pronta per la scuola, che poi non è stata chiesta grazie all’intelligenza e aggiungo alla ormai consolidata abitudine dei ritardi di tutti i ragazzi che si recano a scuola a Monza o a Milano. Ho voluto chiamare il numero verde di Trenord giusto per avere una spiegazione plausibile. Ebbene questa è proprio la barzelletta; l’operatore, che pur è stato gentilissimo si arrabattava sulla risposta. Ha controllato il motivo, ha confermato un guasto tecnico sulla linea dovuto a non ben precise motivazioni. Ha elencato le possibili cause dei diversi motivi di fermo o di cancellazione del treno, tra cui il ritrovamento di un reperto bellico o ancor peggio della eventuale disgrazia della scelta di qualche povera persona  che decide di porre fine alla propria vita proprio in quel momento.
Al che, nonostante quest’ultima motivazione fosse così intima e cosi grave non ho potuto domandare se mi stesse prendendo in giro. Ho ribadito che pretendevo una giustifica annuale per i ritardi a scuola. La risposta mi ha rispedita al mittente, l’unica soluzione sarebbe quella di scrivere una lamentela alla pagina di Trenord. Aggiungerò pure che l’altro mio figlio, settimana scorsa, mentre si recava al lavoro sulla stessa tratta, dopo aver rincorso il controllore per fare il biglietto è stato costretto a scendere a Carnate perché non aveva il biglietto. Che situazioni controverse, ridicole e imbarazzanti.

                                                                                             S.B.



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