Buongiorno Redazione,
Mi capita a volte di segnalare marciapiedi disconnessi o strade sporche. Avendo fatto una foto a un tombino rotto e pericoloso per eventuali pedoni o biciclette, l’ho segnalato al comando dei vigili urbani del mio Comune di residenza (niente nome per evitare a quest’ultimo una pessima figura) con tanto di foto e indicazione della via residenziale e senza traffico. Ma la persona dietro la scrivania, molto sgarbatamente mi ha detto che non era Google map e che io dovevo fornirgli esattamente le coordinate per evitare all’incaricato di girare a vuoto. Neppure io sono Google map – la foto è stata scattata per puro caso – e la via indicata non è certo corso Buenos Aires a Milano. Inoltre il tecnico una volta sul posto avrebbe potuto controllare la situazione degli altri tombini.
Capisco che siamo tutti stressati dalla pandemia, ma il modo in cui questo impiegato della pubblica amministrazione mi ha trattato, conferma che è sempre meglio farsi gli affari propri, tipo: non vedo, non sento, non parlo. Peccato però che ogni tanto qualcuno cada su mattonelle dissestate, grate poco fissate o come successo ieri a Milano quando una persona è stata ritrovata a testa in giù in un tombino. In casi di questo genere se la vedranno assicurazioni e Comuni, soprattutto quei Comuni che, evitando controlli periodici, mettono a repentaglio la sicurezza altrui e scoraggiano i cittadini a fare le segnalazioni.
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