UN LETTORE DICE LA SUA SUI QUESTUANTI

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Di persone costrette a vivere di elemosina ne incontro ogni giorno diverse: a Merate o a Osnago, ma anche in metropolitana, ai semafori, al mercato, fuori da chiese o negozi. Quando posso do qualcosa, molte altre volte rispondo che non ho nulla. Mai una volta sono stato insultato. Evidentemente chi scrive fa percepire l’odio verso queste persone e ha come risposta lo stesso atteggiamento.
Donare ogni tanto qualche centesimo non vi rovinerà certo la vita, ma renderà migliore la condizione di persone che non hanno certo scelto di vivere di elemosina.
Avete provato a parlare con loro? A conoscere le loro storie e la loro vita? Sapete quali sono i motivi della loro scelta di migrare? Vi immaginate cosa vuol dire abbandonare la propria terra e i propri affetti perché quella è l’unica scelta possibile? Vi hanno mai raccontato come è avvenuto il loro viaggio?
Conoscete le condizioni dei Paesi da cui arrivano? Vi siete mai chiesti quali sono le responsabilità coloniali di molti Paesi, fra cui anche l’Italia, e quanto ancora oggi i nostri ricchi Paesi saccheggiano le loro terre per le materie prime che servono per i prodotti a cui noi non siamo in grado di rinunciare? Avete mai visto le case in cui vivono qui da noi? Avete mai letto che molti di loro sono sfruttati in nero (sottopagati, schiavizzati, senza tutele, rischiando la vita) da imprenditori o aziende italiane? Sapete che molti di loro non possono chiedere un lavoro regolare (che magari gli è stato offerto) perché i documenti in loro possesso o le lunghe attese della burocrazia non gli permetto di farlo?
A volte basterebbe dialogare reciprocamente per abbattere i pregiudizi e conoscere un po’ di più le loro storie per rendersi conto di quanto siamo stati fortunati a nasce in questa parte del Mondo. Farebbe bene a tutti.

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